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Le Vostre Domande

Banche Venete, il calvario degli azionisti

Le risposte ai quesiti e alle segnalazioni di un vittima di risparmio tradito a Veneto Banca

Redazione FR
martedì 8 agosto 2017 10:11

Un'azionista di Veneto Banca scrive a redazione@finanzareport.it per denunciare il trattamento riservato ai risparmiatori degli istituti veneti finiti in liquidazione: "Lo Stato sta beffando gli azionisti già truffati da queste banche". Risponde Carmelo Catalano.

"Buongiorno sono Flavia Saraceno, azionista Veneto Banca.  Ho letto i Vs. articoli su BPVI E VB. Col decreto n. 99 (pubblicazione G.U. n. 146 del 25/06/2017? è giusto?), lo Stato (sempre a favore delle banche e mai a tutela dei risparmiatori) sta beffando gli azionisti già truffati dalle suddette banche.

La data del 12/06/2014 come limite di acquisto azioni, negherebbe un eventuale rimborso ai risparmiatori/azionisti VB tratti in inganno dalla lettera del dott. Favotto datata Giugno 2014 (in allegato) relativa all'aumento di capitale sociale VB, nella quale si parlava di investimento e non vi era spiegazione alcuna sul rischio del titolo azionario. (Ci sono anche altre lettere inviate ai soci dai precedenti e successivi Presidenti VB). Lettera poi accompagnata dalle garanzie (verbali) dei funzionari e gestori di Filiale.

  Pongo un quesito. L'azionista che avesse fatto ricorso all'Arbitro per le Controversie Finanziare e che avesse avuto giudizio positivo, quindi risarcitorio, deve comunque fare di nuovo ricorso all'Autorità Nazionale Anticorruzione ("Il ricorso è redatto avvalendosi esclusivamente di apposito modulo reso disponibile nel sito internet istituzionale della Camera arbitrale dell'Autorità Nazionale Anticorruzione di cui all'art. 210 del decreto legislativo n. 50 del 18 aprile 2016, ed è presentato in via telematica mediante posta elettronica certificata ovvero, a scelta del ricorrente, su supporto cartaceo al Collegio arbitrale.") Se così fosse e sarebbe davvero assurdo: per quale motivo è stato creato l'ACF? Segnalo inoltre che nel sito internet dell'Autorità Nazionale Anticorruzione  il modulo per il ricorso Veneto Banca non è stato ancora inserito esiste solo quello in allegato".
  Flavia Saraceno

La gentile lettrice è possessore di AZIONI VENETO BANCA e pone due distinti quesiti:

a) Il primo relativo al limite temporale, previsto per gli acquisti intervenuti entro il 12.06.2014, per accedere al ristoro previsto dall'art.6 del DL 99/2017 che sarebbe una ulteriore beffa per quanti hanno acquistato successivamente, anche perché convinti a farlo in base a una lettera dell'allora Presidente della banca, Prof. Favotto;

b) Il secondo attiene alla valenza di un'eventuale pronuncia dell'Arbitro per le controversie finanziarie (ACF) istituito presso la CONSOB; la lettrice si chiede come sia possibile che in caso di giudizio positivo dell'ACF poi sia necessario comunque rivolgersi all'arbitro istituito presso l'autorità nazionale anticorruzione (ANC).

Segnala, inoltre, che sul sito dell'ANC non è ancora reperibile il modulo per attivare la procedura arbitrale volta ad ottenere il ristoro per gli obbligazionisti subordinati delle banche venete.

Ciò detto, rispondiamo alle domande.

Ci dispiace dover sottolineare che, contrariamente a quanto ritenuto dalla gentile lettrice, il ristoro previsto dall'art.6 del citato DL 99/2017 non si riferisce in alcun modo agli azionisti, ma solo ai possessori di obbligazioni subordinate che le abbiano acquistate entro il 12.06.2014 e nell'ambito di un rapporto negoziale diretto con le banche in LCA (Veneto e BPVI).

In ragione di ciò, al momento non è previsto alcun risarcimento per quanti avessero subito perdite sulle azioni.

Per quanto attiene, invece, il rapporto tra arbitro ACF e arbitro ANC va detto che il primo opera in situazioni, per così dire ordinarie, vale a dire nei confronti di intermediari solvibili, mentre il secondo opera esclusivamente per le procedure arbitrali delle 4 banche risolte, cui poi si aggiunte le due BANCHE VENETE in forza dell'art.6 del più volte citato DL 99/2017.

Quindi le pronunce di condanna dell'ACF sono rivolte agli intermediari inadempienti e non sono vincolanti, nel senso che non vi è alcun obbligo per l'intermediario, se non motivi di ordine reputazionale, di eseguire la pronuncia.

Invece le pronunce dell'arbitro ANC sono rivolte al Fondo Interbancario di tutela dei depositi (FITD), nella sua qualità di gestore dello speciale Fondo di solidarietà istituito dalla L. 208/2015 per risarcire, ricorrendo alcune condizioni indicate nell'articolo, gli obbligazionisti subordinati incappati, appunto, nel dissesto di 6 banche (Banca Marche, Carife, Banca Etruria, Carichieti, Veneto Banca e, appunto, BPVI).

Ciò non significa che un'eventuale pronuncia favorevole dell'ACF sia inutile. Infatti essa potrà essere usata, per l'elevata valenza giuridica derivante dalla fonte cui promana, sia nel corso della procedura arbitrale ANC, sia nel corso di un giudizio civile e, infine, nel corso della procedura di insinuazione al passivo delle banche in LCA.

Per quanto attiene, infine, all'ultimo tema, quello della mancanza del modulo per l'inoltro della domanda all'ANC, la cosa è del tutto normale, in quanto la procedura arbitrale si apre con l'offerta al pubblico fatta dal FITD, offerta già fatta per le 4 banche risolte nel novembre del 2015, e non ancora fatta per le due VENETE. Sarà nostra cura informare i lettori su queste pagine dell'apertura della procedura arbitrale anche per le banche venete.


Carmelo Catalano



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