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Le Vostre Domande

Mps, il ristoro dev'essere senza "sconti"

La risposta a una segnalazione: nel passaggio tra azioni rivenienti da burden sharing e "nuovi" bond senior non è prevista decurtazione

Redazione FR
martedì 29 agosto 2017 11:46

Si avvicina il momento del "ristoro" previsto per gli obbligazionisti subordinati di Mps, ossia dello scambio tra le azioni rivenienti dal famigerato burden sharing e le obbligazioni senior della banca ora controllata dallo Stato. Proseguono anche le domande e le segnalazioni a redazione@finanzareport.it, fra cui quella di una lettrice che si appresta ad aderire all'offerta del Monte Paschi. Di seguito la sua lettera. Risponde come sempre Carmelo Catalano.

"Ho ricevuto la notifica della conversione in azioni, ad euro 8,65 per azione, delle subordinate 08/18 upper tier II e l'anticipazione della notizia del futuro eventuale ristoro (le ho acquistate da Mps prima del 31.12.2015).

Un solo dubbio. Nel decreto convertito in legge in febbraio viene fatto riferimento per il concambio al prezzo delle azioni fissato per il Tesoro (euro 6.49). Temo che anche il titolo senior che verrà offerto come ristoro sarà ridotto in base a tale prezzo riservato al Tesoro per l'acquisto delle azioni. Il mio dubbio è legittimo? Ringrazio, Cordiali saluti".
Monica Nardella


La gentile lettrice ritiene, sulla scorta di una sua lettura del DL 237/2016 convertito, con modificazioni, dalla L. 15/2017, che le obbligazioni senior attribuite in cambio delle azioni rivenienti dal burden sharing (BS) delle obbligazioni MPS UT2 2008/2018, saranno commisurate al prezzo delle azioni fissato per il Tesoro (recte MEF) in € 6,49. In pratica a fronte di un prezzo di acquisto delle obbligazioni UT2 pari a 100, verrebbero attribuite obbligazioni senior per 75, con una decurtazione, quindi, del 25%. Il dubbio della lettrice, che non indica la norma cui fa riferimento per giungere alle sue conclusioni, appare infondato.

Infatti lo scambio azioni BS/obbligazioni senior è regolato dall'art. 19, comma 2 lett. d) del DL 237/2016 che recita testualmente come segue:


"il prezzo per l'acquisto da parte del Ministero delle azioni rivenienti dall'applicazione delle misure di ripartizione degli oneri è corrisposto all'Emittente in relazione alle obbligazioni da questo assegnate agli azionisti; il prezzo per l'acquisto di dette azioni è il minore tra quello utilizzato per determinare il numero di azioni da attribuire in sede di conversione ai sensi dell'articolo 22, comma 5, lettera d), e quello che determina un corrispettivo corrispondente al corrispettivo pagato dall'azionista per la sottoscrizione o l'acquisto degli strumenti oggetto di conversione ai sensi dell'articolo 22, comma 2, o, nel caso di acquisto a titolo gratuito, al corrispettivo pagato dal dante causa;".

Pertanto, come avevamo già chiarito qui, il controvalore delle obbligazioni senior sarà pari al minore tra valore nominale delle UT2 già possedute (esempio 100) e prezzo di acquisto delle obbligazioni stesse (esempio 95). Nell'esempio in parentesi, a fronte di nominali € 10.000 di UT2 pagate al corso secco di € 9.500 saranno attribuite € 9.500 di obbligazioni senior.

Ciò detto, quello che non possiamo escludere è che l'offerta pubblica di transazione e scambio, che MPS si appresta a varare, possa prevedere, sulla scorta dell'orientamento giurisprudenziale e delle recenti norme in materia di ristoro delle obbligazioni subordinate delle 4 banche locali e delle due banche venete, una decurtazione relativa alle cedole di interessi.

Decurtazione da calcolarsi sulla base della differenza, se positiva, tra il rendimento alla data di acquisto o di sottoscrizione degli UT2 e il rendimento di mercato di un Buono del Tesoro poliennale (BTP) in corso di emissione di durata finanziaria equivalente, oppure il rendimento ricavato tramite interpolazione lineare di Buoni del Tesoro Poliennali in corso di emissione aventi durata finanziaria più vicina.
Dott. Carmelo Catalano



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