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Le Vostre Domande

Mps, quanto valgono le mie "vecchie" azioni?

Rispondiamo a un lettore (dalla Svizzera) che aspetta il ritorno in Borsa della banca più antica del mondo

Redazione FR
giovedì 14 settembre 2017 15:30

E' partito il conto alla rovescia per il ritorno alla quotazione di Banca Mps e il tema è al centro di diverse segnalazioni che continuano a pervenire a redazione@finanzareport.it, oltre ovviamente a quelle sull'imminente ristoro per gli obbligazionisti subordinati e relative condizioni. Pubblichiamo una lettera inviata dalla Svizzera. Risponde come sempre il "nostro" Carmelo Catalano.


"Sono un piccolo azionista MPS dalla Svizzera. Lo scorso anno ho preso 12.500 azioni a 0,3720 euro. La mia banca (Banca Popolare di Sondrio Suisse) mi dice che a oggi le mie 12.500 azioni sono ancora depositate sul mio conto, ma non sanno altre news.

Ho letto un articolo di Equita SIM che a fine settembre-inizio ottobre verranno riammesse in Borsa, sempre EquitaSim le dà Bid/Ask 4.15-4.30! Cosa succederà con le mie azioni alla riapertura? Varranno 4,15??!! O altro?"
M.C.


In via preliminare va precisato che, per effetto dell'accorpamento da 100 a 1 azione disposto lo scorso anno, attualmente il lettore dovrebbe essere in possesso di 125 azioni con un prezzo di carico pari a € 37,20. Ciò precisato, e non essendo nel frattempo intervenuta alcuna variazione, non possiamo che rinviare alla valutazione già fatta qui e che valorizza le azioni in un intervallo che va da 4,8 (50% del patrimonio netto tangibile) a 5,80 (60% del patrimonio tangibile).

E' chiaro, però, che questa è una valutazione fatta sulla base delle attuali valutazioni del mercato e basata sostanzialmente sulla considerazione implicita che difficilmente MPS sarà in grado di centrare pienamente i target del Piano di ristrutturazione. Quindi potrebbe differire da quella che sarà la valutazione del mercato. Infatti MPS ha presentato un Piano di ristrutturazione basato, almeno nell'arco di piano che va dal 2017 al 2019, essenzialmente sull'abbassamento del rischio (che inizierà con la cartolarizzazione e successiva cessione di quasi tutte le sofferenze) e sulla riduzione dei costi (essenzialmente costi del personale).

Quindi, almeno in questa prima fase, un Piano a basso rischio di esecuzione. Tipologia di Piano che il mercato, come il caso Unicredit dimostra, ha apprezzato incorporandolo immediatamente i risultati prospettici nei prezzi attuali di mercato.

Nella seconda fase del piano MPS, invece, il rischio di esecuzione cresce. Infatti è prevista anche una crescita dei ricavi pari a circa 570 milioni. Il piano prevede, in buona sostanza, un utile di 570 milioni nel 2019, o 50 centesimi per azione, e di 1,25 miliardi, o 1,1 euro per azione nel 2021. Pertanto il prezzo di mercato sconterà anche la confidenza che il mercato avrà sulla capacità della BANCA di centrare, o meno e in che termini, i target previsti dal piano industriale.

Dott. Carmelo Catalano



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