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Alitalia: Toninelli vede intervento Stato, no a commissari in conflitto d'interessi

Il neo ministro dei Trasporti interviene confermando le anticipazioni di Salvini: ruolo pubblico nel futuro della compagnia

S. N.
giovedì 7 giugno 2018 08:47

Dopo il vice premier Matteo Salvini, anche il neo ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli (Ms5), si schiera a favore di un intervento pubblico in Alitalia.

"Sicuramente bisogna evitare uno spezzatino. È inconcepibile vedere un vettore come Alitalia in queste condizioni quando ovunque il mercato cresce e le compagnie hanno floridi fatturati. L'Italia merita di meglio", dice l'esponente del Movimento 5 Stelle in un'intervista oggi a Repubblica. "L'intervento pubblico, di fatto già in essere con il commissariamento e il prestito ponte, non può essere escluso, ma in una logica di rilancio industriale cui può affiancarsi un partner forte. Certamente potranno aiutarci commissari non in conflitto di interessi", sottolinea Toninelli.

Alla domanda se dovrà fare un passo indietro chi ha avuto a che fare con la gestione precedente, come Enrico Laghi, "mi pare che il conflitto di interesse sia evidente", risponde Toninelli.


L'altro giorno il leader della Lega Matteo Salvini, avvicinato dai cronisti al Senato nel giorno della fiducia al nuovo governo di Giuseppe Conte, aveva detto a proposito di Alitalia: "L'unica cosa che non si deve fare è svenderla a pezzettini: il petrolio dell'Italia è il turismo e non puoi non avere una compagnia di bandiera forte. Questo è poco ma sicuro, se serve anche con l'intervento dello Stato".

Lufthansa tuttavia non molla la presa e prova a stringere i tempi su Alitalia. Secondo quanto scrive il Messaggero i tedeschi vogliono approfittare della defaillance di Air France e intavolare subito la trattativa con Palazzo Chigi e i ministri competenti. L'obiettivo sarebbe chiudere la partita ben prima della scadenza fissata per fine ottobre. Per questo è prevista una missione a Roma attorno a metà giugno, probabilmente entro il 15, per incontrare i vertici di Lega e Cinque Stelle e illustrare il piano di azione.

Da Francoforte, aggiunge il giornale romano, si fa già capire che l'eventuale ingresso della Cdp nell'azionariato, così come quello di un altro socio italiano, non sarebbe un problema. La trattativa sarà sostanzialmente incentrata sul nodo occupazionale (i tedeschi vogliono almeno 2.000 tagli) e sulla riduzione dei costi, visto che Lufthansa non intende rinunciare a Fiumicino come hub.



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