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Costruzioni, dopo Astaldi in crisi anche Cmc?

Continuano ad arrivare notizie negative dal settore delle grandi opere. Ora tocca anche alla cooperativa ravennate cercare nuova finanza. In campo la Legacoop

Rosario Murgida
mercoledì 31 ottobre 2018 09:03

Dal mondo delle costruzioni e dell'edilizia continuano ad arrivare notizie negative sulla situazione finanziaria dei maggiori operatori. Sotto i riflettori ci sono sempre Astaldi, per cui è in corso la stesura del piano di rilancio, Condotte e Grandi Lavori Fincosit con le loro richieste di concordato, ma ora inizia a diventare un'epidemia.

In difficoltà, secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, è finita anche la Cmc, la maggior cooperativa italiana attiva nelle grandi opere, a causa di un forte aumento della posizione finanziaria netta, passata dai 670 milioni del 2017 a 825 milioni per colpa, anche, di ritardi nel pagamento di 108 milioni.

Di conseguenza, come negli altri casi di concordato, è scattato l'allarme tra le banche creditrici ed è stato avviato un progetto per la messa in sicurezza della cooperativa ravennate, che vede il coinvolgimento della Legacoop e di alcune delle cooperative associate e il coordinamento affidato a Domenico Trombone, presidente del Consorzio Cooperative Costruzioni e in passato di Carimonte holding.


Il progetto prevede la ristrutturazione del debito e della relativa esposizione alle banche, a partite da Intesa Sanpaolo, UniCredit e Bnl-Bnp Paribas, e il successivo rafforzamento finanziario con contestuale razionalizzazione dell'attuale portafoglio lavori.

Intanto a Piazza Affari il titolo dell'azienda finita maggiormente nei radar delle cronache finanziarie, l'Astaldi, continua a subire una forte volatilità. Le azioni, ieri in ribasso del 3,5%, trattano oggi in territorio positivo con un rialzo, alle 9,15, del 2,63%.



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