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Italmobiliare pronta a mangiarsi il prosciutto Ferrarini

La holding della famiglia Pesenti prosegue il suo shopping, forte delle risorse ottenute dalla cessione di Italcementi. Dopo Tecnica e Caffè Borbone, nel mirino uno dei maggiori produttori italiani di salumi

Rosario Murgida
mercoledì 13 giugno 2018 10:44

Carlo Pesenti
Carlo Pesenti

Italmobiliare non ferma la sua fame di acquisizioni. Dopo aver inserito nel suo portafoglio Clessidra Sgr, Tecnica e Caffè Borbone grazie alle risorse ottenute dalla cessione di Italcementi ai tedeschi di HeidelbergCement e di Finter Bank a Vontobeli, ora la holding della famiglia Pesenti ha messo nel mirino uno dei maggiori produttori di prosciutti italiani. Il gruppo Ferrarini, azienda attiva nella produzione e commercializzazione di salumi con oltre 330 milioni di ricavi nel 2017, avrebbe concesso un'esclusiva fino al termine di agosto per il passaggio dell'80/90% del capitale a Italmobiliare sia tramite l'acquisto di quote dalle controllanti Elle Effe e Agrifoods investments che attraverso un aumento di capitale riservato destinato a fornire nuove risorse finanziarie a una società da tempo in una difficile situazione finanziaria. La holding ha in parte confermato le indiscrezioni aggiungendo però un particolare: l'investimento sarà, nel caso, effettuato insieme a un fondo di investimenti.


"QuattroR e Italmobiliare hanno avviato l'esame e le valutazioni propedeutiche al loro possibile ingresso con una quota di maggioranza nel gruppo Ferrarini, attualmente interamente controllato dalla omonima famiglia. L'investimento ipotizzato, che sarebbe perseguito congiuntamente e su base paritetica dai due investitori, è subordinato anche agli esiti della due diligence che si avvierà a breve".

Nel complesso si parla di un investimento di circa 100 milioni per le due società, di cui una, la holding dei Pesenti ha già impegnato 60 milioni per il 40% di Tecnica e 140 milioni per il 60% di Caffè Borbone e qualche decina di milioni per Clessidra. E le risorse ancora sono elevate. Dalla cessione di Italcementi e Finter Bank ha incassato quasi 900 milioni e le sue attività valgono 1,5 miliardi di euro.

Ferrarini, finita nel bel mezzo dello scandalo dei prestiti cosiddetti "baciati" erogati da Veneto Banca, ha una forte esposizione verso il mondo bancario. Si tratta, nel complesso, di 112 milioni a carico della società operativa, di cui 30 milioni nei confronti di Unicredit e ulteriori 30 della Sga dopo aver incamerato le passività di Veneto Banca, 10 milioni di Banco Bpm e 20 mi
lioni di Intesa Sanpaolo. Ulteriori 138 milioni gravano su diverse agricole, cooperative e imprenditori legati alla galassia Ferrarini, di cui 100 milioni verso la Sga.



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