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Unicredit, dalla Turchia un colpo da ko

Le azioni della banca milanese pagano pesantemente la forte svalutazione della lira turca. Unicredit è esposta alla Turchia tramite la partecipazione in Yapi Kredi

Rosario Murgida
venerdì 10 agosto 2018 16:43

(Aggiornato alle ore 16,43) - Il titolo Unicredit è tra i peggiori del Ftse Mib sin dalle prime battute della seduta. A pesare sui corsi azionari è la forte svalutazione della lira turca, che sta penalizzando tutto il comparto bancario europeo.

Unicredit è, insieme a la spagnola Bbva e la francese Bnp Paribas, tra le banche europee più esposte all'economia della Turchia avendo una partecipazione del 41% nel capitale di Yapi Kredi Bank.

A scatenare i timori sono state innanzitutto le indiscrezioni di stampa sulla preoccupazione espressa dalla Bce sull'esposizione delle banche europee dopo il crollo della lira turca, oggi in calo contro il dollaro di oltre il 14% dopo aver perso da inizio anno due terzi del valore in scia al peggioramento delle relazioni con gli Stati Uniti.

Complessivamente gli istituti italiani hanno un'esposizione pari a 16,9 miliardi di dollari, quelli francesi sono esposti per 38,38 miliardi, le banche tedesche per 17,4 miliardi e quelle spagnole per ben 82,29 miliardi di dollari.

Dalla relazione semestrale dell'istituto guidato da Jean Pierre Mustier, documento pubblicato proprio oggi, emerge che "la situazione di incertezza economica e politica esistente in Turchia e Russia è stata oggetto di considerazione nei processi valutativi afferenti le attività nette detenute dal gruppo in quei Paesi".

Unicredit a fine giugno scorso aveva finanziamenti verso controparti sovrane, ripartite per Stato controparte, pari a 165,18 milioni di euro per quanto riguarda la Turchia.

Nella relazione semestrale è comunque indicato che la crescita economica turca dovrebbe rimanere espansiva prima delle elezioni previste per la fine del 2019, pur registrando un rallentamento rispetto ai livelli alti del 2017. Nel 2018 la crescita del Pil è prevista al 4,3%, scrive Unicredit, l'inflazione rimane vicina al 10% e il deficit della bilancia commerciale ben al di sopra del 6% del pil.

In Turchia Unicredit è presente con Yapi Kredi, quarta banca privata con 788 sportelli e 365,1 miliardi di asset, espressi in lire turche (circa 53 miliardi di euro).La banca è controllata da Koc Financial Services (Kfs) con l'81,9% e Kfs a sua volta è una joint venture al 50% tra Koc Group e Unicredit. Il restante 18,1% è flottante sulla Borsa di Istanbul. La banca è consolidata a patrimonio netto e il suo contributo al conto economico è rappresentato dalla quota di utili realizzati. Nel corso del primo semestre il contributo di Yapi Kredi al conto economico di Unicredit è stato di 183 milioni di euro (+28% nel secondo trimestre a cambi costanti ma -3,4% per effetto della svalutazione della lira turca). Si tratta di meno del 2% dei ricavi del gruppo.

A Piazza Affari le azioni Unicredit perdono, alle ore 16,43, il 5,4% a 13,68 euro.



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