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Unipol Banca torna in utile, pronta al risiko

La ristrutturazione varata un anno fa dal gruppo bolognese porta la banca a migliorare i suoi parametri finanziari e a mettersi il vestito buono per eventuali nozze

Redazione FR
venerdì 10 agosto 2018 08:48

Unipol Banca torna in utile nel primo semestre e si prepara così nel miglior modo al possibile risiko bancario prossimo venturo.

Il gruppo bolognese ha in particolare visto le sue attività bancarie registrare un utile ante imposte di 18 milioni di euro, contro la perdita di 940 milioni del pari periodo dell'anno scorso, quando, però, il conto economico, risentiva degli effetti del Piano di Ristrutturazione avviato proprio con la semestrale 2017. Il piano ha per esempio consentito di ridurre lo stock di crediti deteriorati netti, al 30 giugno 2018, a 434 milioni di euro (-14%) con una copertura delle sofferenze al 77% e degli unlikely to pay al 46%.

Gli impieghi verso clientela, al netto degli accantonamenti, sono invece scesi da 7,9 miliardi a circa 7 miliardi di euro, a causa principalmente degli effetti della scissione in favore di UnipolReC del portafoglio sofferenze. Infine il Cet 1 è sceso dal 31,5% di fine 2017 al 30,1% per colpa principalmente dell'allargamento dello spread sui titoli governativi italiani.

I risultati di Unipol Banca sono stati comunicati, ovviamente, all'interno dei dati semestrali della capogruppo bolognese. Unipol ha registrato un utile netto consolidato di 644 milioni di euro, in miglioramento rispetto alla perdita di 390 milioni euro dello stesso periodo del 2017. anche grazie alla plusvalenza di 309 milioni generata dalla cessione della quota di Popolare Vita.

L'utile ante imposte del comparto assicurativo è pari a 852 milioni di euro (+46,9% a/a), con il settore Danni a 329 milioni (-10,5% ) e il settore Vita a 523 milioni (+146,7%). La raccolta diretta assicurativa, al netto di Popolare Vita, si è attestata a 6,2 miliardi, con il Danni in linea col 2017 a 4 miliardi e il Vita in crescita del 16,4% a 2,1 miliardi. Il Solvency Ratio consolidato è pari al 160%, "in flessione rispetto al 166% del 31 dicembre 2017, per effetto in particolare dell'allargamento dello spread".

Infine UnipolSai. La principale compagnia assicurativa del gruppo bolognese ha chiuso il primo semestre con un utile netto consolidato di 647 milioni, in crescita rispetto ai 282 milioni dello stesso periodo del 2017 sempre grazie alla plusvalenza legata a Popolare Vita. L'utile ante imposte del comparto assicurativo è cresciuto del 96% a 815 milioni con il Danni in aumento del 32,8% a 312 milioni e il Vita in salita del 178,1% a 503 milioni. La raccolta diretta assicurativa, a perimetro omogeneo, è calata da 5,4 miliardi a 5,5 miliardi, con il Danni stabile a 3,9 miliardi e il Vita in crescita del 6,9% a 1,6 miliardi di euro. Il Solvency ratio individuale si attesta al 252%, in calo dal 263% di fine 2017 per l'allargamento dello spread.

Tornando al tema bancario, l'ad di Unipol Carlo Cimbri parlando in conference con gli analisti si è soffermato sul caso di Bper, di cui il gruppo bolognese ha incrementato la quota intorno al 15%. Per Cimbri è un "investimento di lungo periodo", ma Unipol non supererà la quota del 20% di Bper. "Non andremo oltre, non intendiamo oltrepassare questa soglia, non intendiamo acquisire posizioni di controllo della banca, di diritto e di fatto. Non intendiamo dare vita a un conglomerato finanziario di banca assicurazione come se ne sono visti in passato".



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