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News e Analisi

Astaldi, entra il socio giapponese

Aumento da 300 milioni: il gruppo Ihi, già partner industriale, arriverà al 18% mentre il controllo resterà alla famiglia italiana

Stefano Neri
mercoledì 16 maggio 2018 09:00

Un socio giapponese entra in Astaldi. La notizia era nell'aria e la conferma è arrivata stamani quando il general contractor italiano ha rilasciato alcuni importanti annunci.

Il Cda di Astaldi ha approvato l'aumento di capitale fino a 300 milioni, con il lancio dell'operazione atteso entro il terzo trimestre. Allo stesso tempo è stato firmato un accordo strategico con il gruppo giapponese Ihi, già partner di Astaldi su alcune commesse, che parteciperà alla ricapitalizzazione con 112,5 milioni e verrà così a detenere il 18% del capitale nonché il 13% dei diritti di voto.

Il controllo del general contractor tricolore resterà nelle mani della famiglia Astaldi, a cui farà riferimento il 50,2% dei diritti di voto.



Astaldi intanto ha chiuso il primo trimestre con utile netto in calo del 31% a 17,3 milioni su ricavi per 604 milioni (-7,3%).

L'aumento è un tassello di una revisione completa della struttura patrimoniale e finanziaria di Astaldi, attraverso una manovra da oltre 2 miliardi di euro. Per ridurre il carico del debito e assicurarsi una maggiore flessibilità finanziaria, così da poter aspirare in futuro anche un miglioramento del rating, il gruppo, nel corso dei prossimi 18 mesi, cercherà di rinnovare e allungare oltre 350 milioni di euro di linee di credito esistenti, di rifinanziare 750 milioni di bond in scadenza nel 2020 e di cedere asset per 790 milioni.

Il piano industriale prevede che il debito lordo, a fine 2017 pari a 2,29 miliardi di euro, scenda nel 2022 sotto il miliardo di euro e quello finanziario netto da 1,26 miliardi a meno di 200 milioni.

Reazione volatile del titolo quotato a Piazza Affari. Le azioni Astaldi aprono la giornata segnando nei primi scambi -1,4% a 2,69 euro per poi cambiare direzione: alle ore 9,25 avanzano del 3,4% a 2,82 euro. Solo nell'ultimo mese la performance è di un recupero del +23,5%.



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