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News e Analisi

Banca Mps: la semestrale ai raggi X

Nel secondo trimestre 2018 emergono luci e ombre, nel complesso però si registra un passo indietro

Carmelo Catalano
venerdì 3 agosto 2018 12:30

I risultati del primo semestre 2018 di Banca Mps fanno registrare qualche passo indietro rispetto a quelli incoraggianti del primo trimestre, sia in termini economici, ma soprattutto a livello patrimoniale.

La banca archivia il primo semestre con un utile di 289 milioni (il risultato normalizzato è pari a 136 milioni tenuto conto del fatto che l'utile di 289 milioni beneficia della contabilizzazione di imposte positive dovute al rilascio di DTA) e un Margine operativo lordi di 555 milioni.

Il CET1 scende dal 14,8% al 13% (-138 punti base) per effetto della variazione dello spread nonché dell'aumento degli RWA (attivo ponderato per il rischio), dovuto agli add on su IP e sofferenze.

Poiché l'incremento degli RWA riguarda anche il portafoglio di sofferenze dismesso, la Banca Monte dei Paschi di Siena si aspetta un miglioramento per il futuro, sia per la dismissione già avvenuta degli NPL, sia per la capacità di Mps di tornare a generare capitale.

Nel dettaglio, per quel che riguarda i dati economici, il Margine operativo lordo (MOL) del secondo trimestre si attesta a 251 milioni (304 nel primo trimestre). Il calo è ascrivibile sostanzialmente alla diminuzione dei ricavi da negoziazione di strumenti finanziari (Altri ricavi) che passano da 49 milioni a -19 milioni (effetto sul risultato pari a 68 milioni).

Il MOL del semestre è pari, quindi, a 555 milioni.

L'Utile per azione normalizzato è pari a 12 centesimi (24 su base annuale) valore coerente con le attuali quotazioni del titolo.

Il costo del rischio (rapporto tra rettifiche su crediti e crediti verso clienti) di Mps si attesta a 56 punti base (61 punti base nel primo trimestre).

Sotto il profilo della Qualità dell'attivo si registra un leggero peggioramento.

Infatti:

i flussi da crediti in bonis a crediti deteriorati (default rate) che si attestano a 300 milioni, sono stabili rispetto a primo trimestre;

i flussi da incagli a sofferenze (danger rate) si attestano a 500 milioni, in sostanziale aumento rispetto ai 300 milioni del primo trimestre.

Segnali fortemente negativi arrivano, invece, dalle dinamiche patrimoniali. Infatti la raccolta diretta è in diminuzione di circa 1 miliardo rispetto al trimestre precedente (passando da 97,9 miliardi a 96,9), mentre gli impieghi alla clientela scendono a 87 miliardi dagli 89,3 del primo trimestre.


Drastica diminuzione del Patrimonio netto che, nonostante l'utile, risulta in calo di ben 1,4 miliardi passando da 10,4 miliardi a circa 9,0 mld di euro in calo di 1,4 mld di euro per effetto degli impatti negativi rilevati in sede di prima applicazione dell'IFRS9 alla voce "riserve" e delle variazioni negative in termini valutativi delle attività finanziarie valutate al fair.

Tirando le somme, e guardando in prospettiva futura, i risultati del secondo trimestre fanno segnare una significativa battuta di arresto nel percorso di ristrutturazione concordato con la Commissione europea, e riflessi nel piano industriale, riferiti all'anno 2019 e 2021 e riportati nella tabella in pagina.



Infatti proiettando i risultati del primo semestre 2018 (colonna in grigio) sull'intero anno (colonna in celeste) emerge che Banca Mps riuscirà quasi certamente a centrare i target di riduzione dei costi (posti a 2,33 miliardi per il 2019) con un anno di anticipo (proiezione 2018 a 2,3 miliardi).

Qualche fondato dubbio, invece, sulla capacità della banca di centrare il target relativo ai ricavi, fissato a 3,75 miliardi per il 2019, dubbio acuito dal trend dei dati patrimoniali in termini di raccolta ed impieghi.

Infatti, se il margine di interesse 2018 è già sostanzialmente in linea con quello atteso per il 2019, pare improbabile che la BANCA possa conseguire una crescita di ricavi per commissioni nel 2019 del 12% circa (da 1,6 miliardi del 2018 a 1,81 del piano riferito al 2019).



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