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News e Analisi

Banche, la Commissione comincerà a indagare dalla fine

Lo ha fatto sapere il presidente Casini: si parte con il caso delle venete

Redazione FR
giovedì 12 ottobre 2017 12:02

Pier Ferdinando Casini, presidente della  Commissione bicamerale d'inchiesta sulla banche
Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione bicamerale d'inchiesta sulla banche

La Commissione bicamerale d'inchiesta sulla banche, avviata diverse settimane fa e concretamente non ancora all'opera, comincerà a indagare dal fondo. Ossia sia partirà dalla fine, e segnatamente dalla liquidazione coatta amministrativa delle banche venete, Bpvi e Veneto Banca.

Lo ha fatto sapere stamani il presidente della Commissione, Pier Ferdinando Casini. Sarà cioè seguito "il criterio dell'attualità" alla stregua del quale "appare ragionevole partire dalle audizioni sugli interventi più vicini che i governi pro-tempore hanno posto in essere per poi risalire a ritroso a quelli più lontani", spiega la relazione odierna del presidente Pier Ferdinando Casini secondo la quale si dovrebbe quindi partire dalla più recente crisi delle banche venete, finite appunto in liquidazione e i cui asset "buoni" sono stati invece trasferiti a Intesa Sanpaolo per 1 euro (con 5,2 miliardi di esborso pubblico).

L'arco temporale delle indagini era evidentemente il nodo più importante da sciogliere per la Commissione, che si è riunita la prima volta lo scorso 27 settembre, peraltro in ritardo di mesi rispetto al previsto. Alessio Villarosa, un esponente del M5S, aveva auspicato di "audire Visco, Vegas e anche Mario Draghi che firmò l'acquisizione di Antonveneta da parte di Mps senza due diligence". Draghi fu governatore della Banca d'Italia dal 2005 al 2011. E' pur vero che sarà affrontato fra i primi, in teoria, anche il caso di Banca Etruria, che risale a fine 2015 e coinvolge il padre della sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi.

Casini scrive nella relazione che "la verità, sotto gli occhi di tutti, è che la maggior parte di tali fenomeni sono ascrivibili alla cattiva gestione da parte del management bancario, alle politiche inadeguate adottate per l'erogazione dei crediti e alle pratiche commerciali non corrette adottate per il reperimento della provvista". Ma nemmeno questo "sarebbe sufficiente a spiegare in toto i fenomeni determinatisi", mentre in alcuni casi "sono stati posti in essere veri e propri comportamenti fraudolenti, penalmente rilevanti e tanto più gravi in quanto rivolti nei confronti di operatori non professionali, e quindi nei confronti di piccoli risparmiatori".

Inoltre, secondo quanto si apprende, la commissione si occuperà di seguire in maniera specifica il tema degli stipendi dei manager bancari. L'argomento, fra i quattro principali previsti dalla legge istitutiva della commissione, andrà trattato "separatamente" perché "acquista particolare rilievo alla luce del fatto che a volte gli standard stipendiali in questione non sono risultati in linea con la situazione di difficoltà delle singole banche".

In ogni caso, al di là dell'importanza che si vuole attribuire a un tema o all'altro, il problema sembra essere quello dell'oggettivo poco tempo a disposizione della Commissione per indagare. Infatti la bicamerale, istituita ufficialmente a partire da un decreto firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ormai tre mesi fa, lo scorso 13 luglio, dovrebbe sussistere in teoria per 12 mesi. Tuttavia, poiché la legislatura corrente finirà nella primavera 2018, di fatto avrà la metà scarsa di questo tempo.



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