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News e Analisi

Brexit, come funziona l'articolo 50

Cosa prevedono i negoziati con Bruxelles che porteranno Londra fuori dall'Unione europea

Mirko Molteni
lunedì 27 marzo 2017 08:55

A quasi un anno dal referendum del giugno 2016 sulla Brexit, con l'attivazione dell'Articolo 50 da parte della premier britannica Theresa May, partono i negoziati effettivi tra Londra e Bruxelles per l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea.

Ma vediamo come si svolgerà la procedura della Brexit.

Tutto è regolato dall'articolo 50, introdotto dal trattato di Lisbona che nel 2007 ha aggiornato il precedente trattato di Maastricht, entrando in vigore dal 2009. Stabilendo che "ogni Stato membro può decidere, conformemente alle proprie norme costituzionali, di recedere dall'Unione", concede una possibilità che prima non esisteva, essendo prevista fino ad allora solo la continua espansione dell'unione. La trattativa partirà tecnicamente con la notifica del governo britannico al Consiglio Europeo della decisione di andarsene. Il Consiglio formulerà tutti i parametri su cui l'Unione negozierà con la Gran Bretagna.

Al termine dei due anni il patto uscito dai negoziati andrà all'esame del Consiglio Europeo, in cui sono rappresentati i 27 paesi restanti. Costoro dovranno approvarlo con maggioranza qualificata di almeno 20 paesi corrispondenti al 65% della popolazione totale dell'UE. Il patto dovrà essere inoltre ratificato dall'Europarlamento. Se tutto filerà liscio, i trattati UE cesseranno automaticamente di essere applicati alla Gran Bretagna e non resterà ai deputati del regno che rigettare formalmente il trattato del 1972 che fece entrare il paese nell'allora CEE, sostituendolo coi nuovi accordi commerciali.

L'art.50 prevede l'effettiva "Exit" di uno stato anche se le trattative si arenassero. Dice: "I trattati cessano di essere applicabili allo Stato interessato a decorrere dalla data di entrata in vigore dell'accordo di recesso o, in mancanza di tale accordo, due anni dopo la notifica, salvo che il Consiglio europeo, d'intesa con lo Stato membro interessato, decida all'unanimità di prorogare tale termine".

Se non si trova l'accordo entro la primavera-estate del 2019, insomma, c'è, sia la possibilità di estendere la trattativa sia quella che Londra se ne vada anche "sbattendo la porta". Sempre possibili i ripensamenti futuri, infatti l'art.50 conclude: "Se lo Stato che ha receduto dall'Unione chiede di aderirvi nuovamente, tale richiesta è oggetto della procedura di cui all'articolo 49". Se quindi fra anni o decenni, Londra volesse rientrarvi, dovrà, in base all'art.49, inoltrare formale richiesta al Consiglio Europeo e ai singoli stati membri, ma il Consiglio Europeo accetterà, o no, l'aspirante "figliol prodigo" solo all'unanimità e solo dopo che il Parlamento europeo avrà prima approvato a maggioranza l'ammissibilità del paese in oggetto. Seguirà l'adesione ai trattati e la ratifica di tutti gli stati.



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