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News e Analisi

Carige: Chenavari in fuga, riduce sua quota

Spunta un vero e proprio giallo sulla presenza o meno nell'azionariato del fondo inglese. Consob: partecipazione scesa sotto il 5% dal 6,8%

Rosario Murgida
lunedì 8 gennaio 2018 09:24

(Aggiornato il 9 gennaio 2018 alle ore 20:00) - Spunta un caso da libro giallo tra le pieghe dell'ultimo aumento di capitale di Banca Carige. Una delle realtà salite agli altari delle cronache finanziarie per aver partecipato alla ricapitalizzazione sembrava infatti essersi data alla fuga.

Una conferma è arrivata martedì sera dalla Consob: Chenavari ha venduto una discreta parte della sua quota portandosi in pochi giorni, tra fine 2017 e i primi di gennaio, dal 6,772% al 4,943%, secondo quanto emerge dalle comunicazioni della Consob aggiornate al 4 gennaio.

Il che spiegherebbe per quali motivi il titolo abbia perso nelle ultime settimane quasi un quarto del suo valore scambiando ben al di sotto del centesimo di euro fissato nel quadro dell'aumento di capitale nonostante il recupero delle ultime due sedute della scorsa ottava.

Secondo quanto scrive la Repubblica, a sparire dai radar sarebbe stato Chenavari Investment Managers, il fondo inglese uscito vincitore dalla contesa per l'80% della società di consumo Creditis con un esborso di oltre 80 milioni di euro e l'impegno a partecipare alla ricapitalizzazione con una fiche di 40 milioni secondo un iter concordato anche con Credito Fondiario per la cessione di un pacchetto di sofferenze dal valore di 1,2 miliardi di euro con la relativa piattaforma di gestione.

Se però la società del gruppo Tages sembra rimasta nel capitale, ben diversa la situazione per il fondo, che dopo aver acquistato a prezzi sostanzialmente di saldo un'attività di valore come Creditis pare aver venduto sul mercato un buon ammontare di titoli.

Si spiega anche così la flessione del titolo e non con la delusione del mercato per il mancato aumento della partecipazione da parte della Malacalza Investimenti fino alla soglia massima del 28% autorizzata dalla Bce.

Intanto si avvicina il prossimo appuntamento importante in agenda. Il 16 gennaio è infatti prevista una riunione del consiglio di amministrazione con all'ordine del giorno diversi dossier e in particolare la questione degli incagli e le risposte da inviare alla Bce sul tema della governance.



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