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News e Analisi

Carige, la Borsa frena gli entusiasmi

Realizzi dopo la performance brillante di venerdì scorso. Il mercato aspetta i prossimi appuntamenti: la cessione di incagli per 500 milioni e di Npl per 1 miliardo, oltre che il lancio di un nuovo bond subordinato

Stefano Neri
lunedì 12 febbraio 2018 17:39

(Aggiornato dopo la chiusura di Borsa) - "Tutte le palle sono andate in buca", ha detto l'amministratore delegato di Carige Paolo Fiorentino, da abile oratore quale è, commentando i progressi fatti dalla banca nel suo piano di rafforzamento patrimoniale da 1 miliardo. Il mercato ci crede, ma fatica ancor a vedere una svolta, dopo i conti del 2017 e nuovi obiettivi presentati venerdì scorso dall'Ad al mercato.

In Borsa il titolo Carige cede oggi il 5% a 0,0076 euro dopo il brillante +5,3% di venerdì (i risultati erano stati diffusi circa mezz'ora prima della chiusura). Il giudizio del mercato insomma resta sospeso, neutro.

A pesare potrebbe essere stato anche il rifiuto dell'Ad del Banco Bpm, Giuseppe Castagna, a considerare un'aggregazione con Carige, nonostante il manager abbia confermato che l'istituto lombardo-veneto tornerà volentieri a guardarsi intorno sul fronte dei risiko bancario. Dure le parole di Castagna: "Noi abbiamo già fatto la nostra operazione e dobbiamo mettere a posto noi. Altri non l'hanno ancora fatto".

Tornando ai conti, Banca Carige ha archiviato il 2017 con un rosso di 385,4 milioni di euro, a fronte dei 296,1 milioni persi nel 2016, per effetto di una serie di indicatori in calo, e in particolare a seguito di rettifiche e perdite su cessione di sofferenze.

Guardando all'immediato futuro, il management ha sfoderato però toni più aggressivi sul fronte della riduzione dei crediti deteriorati, arrivando a sfidare la Bce. Con le nuove operazioni programmate dall'istituto e "in conseguenza della prudente politica di coverage", entro il 2018 lo stock complessivo di credito deteriorato netto è previsto attestarsi a 1,5 miliardi (2,6 miliardi lordi), ben al di sotto quindi dei target Bce per il 2018 (4,6 miliardi) e il 2019 (3,7 miliardi) e con un Npe ratio netto atteso inferiore al 10% (9,5%).

Le operazioni in questione sono la prossima cessione di circa 500 milioni lordi di inadempienze probabili (Utp o "incagli") già prevista dal piano e un'ulteriore dismissione di Npl per 1 miliardo, che dovrebbe avvenire in parte anche con garanzia pubblica (Gacs).

Inoltre Carige avrà presto l'occasione di testare l'umore degli investitori istituzionali con il lancio di un nuovo bond subordinato. L'emissione, secondo rumors di mercato, dovrebbe ammontare fino a 3-400 milioni. Se ne riparlerà comunque il mese prossimo. Il roadshow infatti potrebbe partire dopo le elezioni politiche del 4 marzo ("nelle prossime settimane", ha detto Fiorentino) e il collocamento dovrebbe essere effettuato prima dell'assemblea in programma il prossimo 29 marzo.



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