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News e Analisi

Crédit Agricole non vuole ballare con Carige?

La banca ligure intende portare a termine il piano industriale prima di partecipare al "ballo" del consolidamento vagheggiato dall'a.d. Fiorentino. Cariparma non è però interessata a entrare in pista, per ora

Rosario Murgida
lunedì 22 gennaio 2018 17:42

(Aggiornato dopo la chiusura di Borsa) - Titolo Carige senza spunti in Borsa (cede oggi l'1,1% 0,0087 euro) dopo le recenti dichiarazioni di Giampiero Maioli, numero uno di Crédit Agricole Cariparma.

Maioli, interpellato dal quotidiano Il Messaggero su diversi temi caldi, ha in particolare escluso un interesse per la banca ligure nel contesto attuale. "Al momento non abbiamo sul tavolo dossier di acquisizioni. Come ho detto, stiamo lavorando sulla crescita organica. Potremmo però valutare in futuro di estendere ulteriori accordi di distribuzione per le nostre fabbriche", ha spiegato il banchiere smentendo così le voci emerse nelle ultime settimane, soprattutto dopo le affermazioni di Philippe Brassac, amministratore delegato della controllante Crédit Agricole, sull'intenzione della "Banque Verte" di crescere ancora in Italia dopo le numerose acquisizioni degli ultimi mesi.

Crédit Agricole è stata una delle protagoniste del consolidamento del settore bancario non solo con l'acquisto, tramite Cariparma, delle casse di risparmio di Rimini, Cesena e San Miniato. Con Amundi ha infatti rilevato da Unicredit la società di gestione del risparmio Pioneer mentre tramite Indosuez Wealth Management ha acquisito Banca Leonardo.

Inoltre recentemente il nome del Crédit Agricole è stato affiancato a quello di Intesa Sanpaolo per una possibile aggregazione (dagli analisti di Mediobanca).

Il gruppo francese è diventato uno dei primi gruppi bancari presenti in Italia e dopo le aperture del numero uno di Carige, Paolo Fiorentino, sulla ricerca di un partner è stata inserita tra i possibili candidati per l'acquisto della banca ligure, alle prese con un ampio programma di rafforzamento patrimoniale e pulizia del bilancio caratterizzato da numerose iniziative, a partire dall'aumento di capitale dello scorso autunno.

"Con il vestito pulito Carige potrà sedersi nella sala da ballo e se ci sarà da ballare sceglierà il suo partner", ha evidenziato nelle scorse settimane Fiorentino parlando di un futuro che però deve prima passare dall'esecuzione di un piano industriale che delineerà una nuova Carige più piccola e soprattutto più solida. Al momento la priorità sembra questa, ma non è escluso che un giorno o l'altro il "ballo" del consolidamento non parta e allora anche Carige dovrà quantomeno sedersi ai margini della pista per scegliere con chi ballare o meno.



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