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News e Analisi

Creval, in trepida attesa della Consob

Dalla commissione tutto tace sull'aumento della banca valtellinese. Eppure si avvicina la data del 19 febbraio, da molti indicata quale probabile per avviare l'operazione. Intanto il titolo perde terreno

Rosario Murgida
martedì 13 febbraio 2018 10:15

(Aggiornato dopo la chiusura di Borsa) - Ormai mancano pochi giorni alla data del 19 febbraio, considerata da giorni come probabile per l'avvio dell'aumento di capitale del Credito Valtellinese. Eppure non è ancora arrivato un importante via libera, quello della Consob.

Il parere della commissione è la "conditio sine qua non" per dare il via ufficiale alla ricapitalizzazione e finora non è arrivato nessun segnale in merito, il che suggerisce come probabilmente la commissione abbia chiesto ulteriori documenti all'istituto valtellinese con i conseguenti ritardi nel calendario originariamente auspicato dai vertici aziendali.

Inizialmente la ricapitalizzazione era stata pensata per il mese di febbraio in modo da evitare la concomitanza delle elezioni del 4 marzo prossimo, ma già oggi questo obiettivo è ormai sfumato. Da giorni si parla di un avvio ufficiale per lunedì prossimo ma i tempi stringono.

Il management non è comunque rimasto con le mani in mano nelle ultime settimane. E' stato infatti completato il consorzio di garanzia, ora composto dai capofila Mediobanca e Citigroup e, con vari ruoli, da Banco Santander, Barclays, Credit Suisse, Commerzbank, Jefferies, Société Générale, Banca Akros, Equita SIM, Keefe, Bruyette & Woods e MainFirst. Un pool di banche nutrito e variegato che aumenta le possibilità di un esito positivo dell'operazione.

Inoltre, sette giorni fa il consiglio di amministrazione ha approvato i conti del 2017, chiuso ancora in rosso ma con segnali di miglioramento nell'ultima parte dell'anno. Un buon viatico per il roadshow di presentazione della ricapitalizzazione da 700 milioni di euro avviato dal management nella scorsa settimana, ma senza la Consob il semaforo è ancora sul rosso e il titolo rischia di pagarne le conseguenze in Borsa. Oggi perde il 3% a 10,69 euro complice in parte l'intonazione negativa di Piazza Affari.



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