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News e Analisi

Eni, la nave resta bloccata dalla Turchia a Cipro

Il ministro degli Esteri Alfano incontra il collega turco auspicando "soluzioni condivise"

Stefano Neri
martedì 13 febbraio 2018 16:38

La diplomazia ai suoi più alti livelli, cioè dei ministri degli Esteri, si muove per trovare una soluzione al clamoroso blitz delle navi da guerra turche, che da sabato scorso bloccano in acque cipriote la nave Saipem 12000 noleggiata da Eni.

Con questo atto ostile la Turchia mira a fermare le attività di Eni e di altre compagnie (Total, Exxon Mobil fra le altre) che operano nell'offshore di Cipro, uno Stato dell'Unione europea, mentre Ankara occupa dal 1974 la parte nord dell'isola senza tuttavia avere mai ottenuto riconoscimento internazionale. L'Eni (che ricordiamo è controllata al 30% dallo Stato italiano) è ovviamente in possesso di regolari licenze, essendo presente a Cipro in diversi blocchi dal 2013.

Se ieri il governo italiano era rimasto in silenzio, contando fore su una difesa "d'ufficio" da parte europea, oggi il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha incontrato l'omologo turco Mevlut Cavusoglu, a margine di un summit anti-terrorismo in Kuwait. L'Italia, ha detto Alfano, si aspetta una "soluzione condivisa nel rispetto del diritto internazionale e nell'interesse sia dell'Eni, sia dei Paesi della regione, sia delle due comunità cipriote". I due - ha ribadito la Farnesina - hanno concordato sulla necessità di tenere conto dei rispettivi interessi nazionali e delle preoccupazioni dei rispettivi governi.

Anche l'Alto rappresentante dell'Ue, Federica Mogherini, ha incontrato il ministro degli Esteri turco Casavoglu, a margine dello stesso evento. Ieri la Commissione europea aveva affidato la sua reazione a una delle portavoce della Commissione, che rispondendo a domande dei giornalisti aveva invitato la Turchia "a evitare ogni frizione" che possa "danneggiare le buone relazioni di vicinato".

Anche se con cautela, rispetto alla gravità dell'azione turca, qualcosa dunque si muove. Tuttavia da Ankara sono arrivate nuove minacce, questa volta dallo stesso presidente Recep Tayyip Erdogan. "Non bisogna pensare che le ricerche di gas al largo di Cipro e le iniziative opportunistiche sulle rocce nel mar Egeo sfuggano alla nostra attenzione - ha detto il capo di stato turco - . Avvertiamo quelli che hanno superato i limiti a Cipro e nel mar Egeo di non fare calcoli sbagliati". La situazione, come si dice in questi casi, rimane pertanto fluida.



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