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News e Analisi

Fca record, "giallo" in Borsa

Il titolo continua a sorprendere con rialzi da prima della classe. L'andamento positivo è determinato da una combinazione di fattori tra cui risultati di vendita, spinta di Wall Street e attese per il piano con possibili operazioni straordinarie

Rosario Murgida
giovedì 4 gennaio 2018 17:44

(Aggiornato dopo la chiusura di Borsa) - Fiat Chrysler mette a segno un rally sorprendente e aggiorna i massimi storici prima di rintracciare leggermente a Piazza Affari.

Il titolo del gruppo automobilistico ha chiuso in rialzo dell'8,36% a 16,85 euro, ma ha toccato anche la soglia dei 17 euro nel corso della seduta. Si tratta, appunto, dei massimi raggiunti da quando è diventata efficace la fusione tra Fiat e Chrysler.

L'andamento delle azioni, che già l'anno scorso sono state le migliori sulla Borsa di Milano con un rialzo di ben il 73,55%, è determinato da una combinazione di fattori non solo tecnici.

Innanzitutto non va trascurato il positivo andamento di Wall Street, dove il titolo ha la sua quotazione primaria e dove non sembra volersi fermare il rally generalizzato del mercato. Del resto l'effetto Trump è sotto gli occhi di tutti, anzi, per la precisione, è la riforma fiscale voluta dall'ex tycoon ad avere messo le ali ai mercati finanziari per le positive previsioni sul rimpatrio in patria di una mole immensa di risorse da parte delle grandi multinazionali statunitensi. La riforma fiscale ha ovviamente le sue conseguenze anche sulle società europee presenti negli Stati Uniti. Non è un caso che pochi giorni fa Daimler abbia anticipato un beneficio fiscale di ben 1 miliardo. E Daimler non ha certo la presenza che ha Fca negli Stati Uniti.

Ovviamente anche Fca beneficerà della riforma fiscale ma ci sono anche altri fattori a spiegare il recente andamento di Borsa. Da una parte la rottura della resistenza posta a 16 euro non ha fatto altro che spingere ancora più in su il titolo, da un'altra parte le azioni hanno ricevuto un'ulteriore spinta dai dati di vendita pubblicati tra gli Stati Uniti e l'Italia. Sul mercato nordamericano Fca ha deciso ormai da diversi mesi di ridurre la sua esposizione al mercato delle flotte per privilegiare il canale dei concessionari. La conseguenze è una: minori volumi ma più margini e redditività e quindi maggiori flussi di cassa per raggiungere l'obiettivo prioritario dell'abbattimento del debito. Anche in Italia il trend è analogo. Il gruppo sta scegliendo di non partecipare al gioco al massacro delle autoimmatricolazioni e delle km 0 abbandonando la logica dei volumi e delle quote di mercato per privilegiare vendite con margini reali. Il mercato, questo ragionamento, sembra averlo capito e quindi sta premiando il titolo nonostante il rafforzamento dell'euro rappresenti un fattori di non poco conto.

Non vanno comunque trascurati altri fattori come le attese per il piano industriale prossimo venturo con il possibile scorporo delle attività nella componentistica, Magneti Martelli in primis, nonché le persistente aspettative per quella grande alleanza da sempre auspicata ma finora mai realizzata dall'a.d. Sergio Marchionne. A tutto ciò si aggiunge il positivo sentiment del mercato per le previsione di crescita che riguardano l'intero settore automobilistico, peraltro sempre protagonista ad inizio anno non solo per l'imminente Salone di Detroit ma anche per il Ces di Las Vegas, la manifestazione dell'elettronica negli ultimi anni monopolizzata dalle case automobilistiche e dalle nuove tecnologie per la mobilità del futuro.



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