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News e Analisi

Fmi: 9 banche avranno problemi di redditività, anche Unicredit

Il Fondo cita i dati di consenso e sostiene che questi istituti nei prossimi anni potrebbero faticare a rimanere sufficientemente profittevoli

Redazione FR
mercoledì 11 ottobre 2017 16:20

Un gruppo di 9 istituti di credito internazionali, pari a circa un terzo degli asset bancari aggregati, "potrebbe faticare a ottenere una redditività sostenibile" nei prossimi anni, "sottolineando le sfide in corso e le vulnerabilità a medio termine".

A puntare il dito è il Fondo monetario internazionale nel suo Global Financial Stability Report presentato oggi a Washington. Nel gruppo c'è anche l'italiana Unicredit, ma anche Deutsche bank, Société Générale e Barclays, fra le altre, oltre a una nutrita pattuglia di istituti giapponesi.

Il Fondo infatti con una mossa insolita ha deciso di elencare i nomi di queste banche, che nei prossimi anni potrebbero faticare a rimanere sufficientemente profittevoli. Si tratta di Citigroup, Barclays, Deutsche Bank, Société Générale, Unicredit, Standard Chartered, Sumitomo Mitsui, Mizuho e Mitsubishi UFJ.

Il report dell'Fmi cita in proposito il consensus degli analisti sul comparto bancario, che per ciascuno di questi istituti prevedono un RoE (return on equity) inferiore all'8% nel 2019. Ma secondo il fondo se le banche non mantengono il cost of equity (ossia il rendimento minimo che gli azionisti si aspettano dalla loro partecipazione) sopra una soglia dell'8%, non saranno in grado di conseguire profitti adeguati.

Se a livello generale, per l'Fmi le principali banche mondiali sono diventate "più resilienti con capitale e liquidità più forti", Tobias Adrian - direttore del Dipartimento monetario e dei mercati dei capitali del Fondo - ha spiegato che per le banche la cui redditività rappresenta una sfida, "le autorità di supervisione devono aiutare affinché i loro modelli di business siano ristrutturati e possano essere redditizie" nel lungo termine. Il rischio è che gli istituti di credito non redditizi "non siano in grado di generare abbastanza capitali in futuro nel caso siano colpiti da shock".



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