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News e Analisi

La Grecia ha venduto il porto di Salonicco

Ad aggiudicarselo una cordata guidata da un fondo tedesco. Finora è la seconda maggiore privatizzazione del piano

Mirko Molteni
martedì 25 aprile 2017 15:05

In base al piano "lacrime e sangue" imposto negli ultimi anni dall'Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale al governo di Atene, i greci si vendono anche il porto di Salonicco, una delle maggiori infrastrutture del paese, secondo porto per grandezza e volumi dopo il Pireo di Atene, questo già in mano, come vedremo, ai cinesi. L'agenzia ellenica per le privatizzazioni HRDAF ha confermato l'accordo di vendita per 1,1 miliardi di euro del 67% della proprietà dei moli a un consorzio internazionale guidato dai tedeschi del gruppo Deutsche Invest Equity Partners e comprendente le francesi Terminal Link Sas e Cma Cgm, l'azienda pubblica cinese China Merchants Holdings International e, unica concessione alla nazione ospite, il gruppo greco Belterra Investments, controllato dal miliardario russo-greco Ivan Savvides.

Tecnicamente manca ancora il parere della Corte dei Conti greca, ma appare ormai una formalità, in pratica i giochi sono fatti. La cordata internazionale entrerà così nei due terzi del pacchetto del gruppo OLTH che gestisce il porto, finora pubblico. Il "treno" di Deutsche Invest ha prevalso su altri due concorrenti in gara per Salonicco, ossia una compagnia di navigazione del Dubai, la Steam Navigation Company DP World, e un colosso filippino di gestione container, l'International Container Terminal Services (o ICTS).

Così è stata attuata la seconda maggior privatizzazione nella Grecia atterrita dalla crisi, dopo che il 12 aprile sono stati privatizzati ben 14 aeroporti regionali del paese, venduti in concessione al gestore tedesco Fraport per 1,2 miliardi di euro. Fra questi aeroporti, peraltro, si segnala proprio quello di Salonicco, il che significa che servizi basilari di trasporto e comunicazione della grande città ellenica, l'antica Tessalonica, è ormai in gran parte proprietà estera. Per attuare l'operazione aeroporti, fra l'altro, la Fraport Greece, sussidiaria della casa madre tedesca Fraport, che ha il suo nucleo nella gestione dell'aeroporto di Francoforte, aveva ottenuto il 27 marzo prestiti bancari per un totale di 968,4 milioni.

La Grecia, a garanzia degli ingenti prestiti internazionali ricevuti, deve procedere con nuove privatizzazioni e si prepara a porre sul mercato nei prossimi mesi una quota del 35,5% della compagnia energetica Hellenic Petroleum e una del 5% della maggiore azienda di telefonia del paese, la OTE. A far gola negli ultimi tempi sono stati però soprattutto i porti, per la loro funzione strategica di soglia d'ingresso delle importazioni straniere in Europa. Infatti il porto del Pireo, come anticipavamo in apertura, è già dall'aprile 2016 in maggioranza proprietà del colosso cinese dei container navali COSCO. Subito i cinesi hanno pagato 280,5 milioni di euro per il 51% della quota, mentre entro il 2021 arriveranno al 67% versando 88 milioni aggiuntivi, per un totale di 368,5 milioni di euro. Un affare anche migliore di quello dei tedeschi a Salonicco.



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