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News e Analisi

Intesa nel piano dimezza Npl, focus su dividendi

Fra gli obiettivi la "leadership in Europa nel Wealth Management & protection, con forte sviluppo assicurazione danni". I conti del 2017 sono migliori delle attese

S. N.
martedì 6 febbraio 2018 09:03

(Aggiornato dopo la chiusura di Borsa) - Un deciso taglio ai crediti deteriorati, che entro il 2021 dovrebbero essere dimezzati, con un'incidenza sul totale dei crediti in linea o migliori delle richieste Bce, e il mantenimento di un focus sulla distribuzione di dividendi agli azionisti. Questi, come da attese della vigilia, gli aspetti più rilevanti per gli investitori del nuovo piano d'impresa di Intesa Sanpaolo.

La stessa banca, introducendo il piano, così sintetizza: "Rimane prioritaria una solida e sostenibile creazione e distribuzione di valore, mantenendo un'elevata patrimonializzazione e riducendo significativamente il profilo di rischio senza oneri straordinari per gli azionisti".

Il piano industriale di Intesa prevede soprattutto un deciso taglio degli Npl ma non trascura la remunerazione degli azionisti con con un payout cash all'85% per l'esercizio 2018, all'80% sul 2019, al 75% sul 2020 e al 70% sul 2021.

Intesa Sanpaolo punta a un risultato netto di 6 miliardi di euro nel 2021, su proventi operativi netti a 20,8 miliardi con un tasso di crescita annuo medio del 4%. Quanto alla redditività il Rote della banca si attesterà al 14,6% nel 2021 dal 9,3% nel 2017, mentre il Roe salirà al 12,4% a fine piano dal 7,9% dello scorso anno. Sul lato patrimoniale, il Common Equity Tier 1 ratio dovrebbe attestarsi al 13,1% nel 2021. Il cost/income ratio è visto in miglioramento al 45,4% nel 2021 dal 55,1% nel 2017, in flessione di 9,7 punti percentuali. I costi operativi si ridurranno a 9,5 miliardi dai 9,8 miliardi del 2017 e le rettifiche nette sui crediti scenderanno da 3,3 miliardi dello scorso anno a 1,8 miliardi del 2021.

Per spingere sui ricavi, si legge in una nota, Intesa cercherà di cogliere "nuove opportunità", compresa una partnership a livello globale, puntando alla "leadership in Europa nel Wealth Management & protection, con forte sviluppo assicurazione danni". Le commissioni nette sono attese in aumento a 10 miliardi nel 2021, dagli 8,1 miliardi del 2017, con un'incidenza sui proventi netti che salirà dal 45% al 48%. In ogni caso lo sviluppo nella gestione del risparmio, si legge in una nota della banca, farà aumentare le masse gestite di Eurizon, la società di asset management di Intesa, a circa 400 miliardi di euro nel 2021, dai 314 miliardi nel 2017.

Confermati i propositi di espansione in Cina, dove Intesa ha già effettuato importanti investimenti. Nel nuovo piano d'impresa Intesa Sanpaolo riserva particolare attenzione alla Cina come opzione di crescita nel wealth management. L'istituto si dice disponibile a valutare una possibile partnership con un primario operatore industriale locale come acceleratore strategico per il wealth management del gruppo. La banca prevede inoltre il lancio e l'espansione di Yi Tsai società interamente controllata dal gruppo con l'avvio dell'attività nell'area pilota di Qingdao e successiva espansione in altre 7 province con filiali dedicate entro il 2021. Previsto poi lo sviluppo di un'offerta di prodotti attrattiva per il mercato cinese, avvalendosi di Penghua (società controllata al 49%) e di altre società e l'avvio della distribuzione di prodotti assicurativi.

Sul fronte degli Npl, la banca prevede di dimezzare i propri crediti deteriorati nel 2021 a 26,4 miliardi al lordo delle rettifiche dai 52,1 miliardi nel 2017 e a 12,1 miliardi al netto delle rettifiche da 22,5 miliardi dello scorso anno. Il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti (il "famigerato" gross Npe ratio ) dovrebbe attestarsi al 6% nel 2021, al lordo delle rettifiche, contro il 10% auspicato dalla Bce (ma potrebbe anche essere richiesto il 5% in base alle prescrizioni del cosiddetto addendum) e 2,9% al netto.

Intesa conferma che la piattaforma di servicing sarà conferita a una newco "comprendente attività di recupero (per il credito ordinario e per il leasing) e Re.O.Co. (real estate owned company)". La piattaforma, in precedenza, sarà rafforzata "con investimenti nella qualità dei dati e nei sistemi informativi", con 30 milioni di investimenti in It e più persone. Sarà poi possibile "una partnership con un operatore industriale per migliorare la performance nei recuperi adottando le migliori pratiche internazionali". Su questo fronte Intesa sta trattando col gruppo svedese Intrum Justitia e, pare, con la cinese Cefc.

"Vogliamo diventare la banca leader in Europa, lo siamo già su molti fattori ma è arrivato il momento di giocare una partita di leadership in Europa", ha poi commentato durante la presentazione l'Ad Carlo Messina. Nel nuovo progetto strategico, ha aggiunto, ci sono "chiare azioni per togliere di mezzo una volta per tutte il problema degli Npl, esageratamente percepito come problematico".

In primo piano oggi con il nuovo piano d'impresa 2018-2021 anche i conti del bilancio 2017. Intesa ha chiuso l'anno con un utile netto contabile di 7,3 miliardi (meglio delle attese per 7 miliardi) o 3,8 miliardi escludendo il contributo pubblico da 3,5 miliardi per le banche venete, su ricavi in crescita dell'1,2% a 17,2 miliardi (consensus degli analisti era 17 miliardi), con interessi netti a 7,1 miliardi (-2,5% su anno) e commissioni nette a 7,7 miliardi (+5,5%). Sostanzialmente stabili (+0,4%) i costi operativi, a 8,7 miliardi, per un rapporto cost/income sceso al 50,9%. Sul fronte patrimoniale, il coefficiente Cet1 è al 14% (dato pro forma a regime) e al 13% post Ifrs 9.

La banca, in un comunicato separato, ha inoltre fatto sapere che il cda proporrà all'assemblea (27 aprile) la conversione obbligatoria delle azioni di risparmio della banca in azioni ordinarie. Lo comunica l'istituto in una nota, spiegando che il rapporto di conversione sarà pari a 1,04 azioni ordinarie per ciascuna azione di risparmio senza pagamento di alcun conguaglio in denaro e con contestuale eliminazione nello statuto dell'indicazione del valore nominale delle azioni.

In Borsa la reazione va commisurata con le forti vendite sulla scia del lunedì nero di Wall Street. Il titolo Intesa segna nel finale +0,6% a 3,10 euro contro il -2% del Ftse Mib.



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