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News e Analisi

Intesa Sanpaolo taglia costi, 3.500 nuove uscite

La riduzione del personale è stata chiesta dalla Bce. In tutto 9mila persone lasceranno la banca entro il 2020. Concordate con i sindacati 1.500 assunzioni di cui mille stabili

Stefano Neri
giovedì 21 dicembre 2017 08:31

Nella notte Intesa Sanpaolo ha raggiunto un accordo con i sindacati per ben 9.000 uscite di personale entro il 30 giugno 2020. Quelle nuove sarebbero 3.500 (3.549 per la precisione), in quello che appare come un notevole sforzo di taglio dei costi nel solco del nuovo piano d'impresa che sarà presentato a febbraio.

Ma è anche un segnale delle sfide che deve affrontare il comparto bancario: sia a livello di bilanci, dove si tratta di far quadrare i conti - sia occupazionale, anche se la banca assicura che non ci sono state pressioni e si tratta di domande già ricevute per uscite volontarie. La riduzione del personale è stata chiesta dalla Bce.

A fronte delle uscite volontarie - chiamate così per distinguerle dal termine esuberi sebbene appunto il concetto non cambi molto -, ci saranno comunque 1.500 nuove assunzioni a tempo indeterminato e contratto misto.

La notizia era stata preceduta da diversi rumors che si intrecciavano con le ipotesi tuttora valide di un ricambio della prima linea manageriale che riporta al ceo Carlo Messina.

Con l'accordo, la banca prevede risparmi nelle spese del personale a regime (dal 2021) complessivamente pari a circa 675 milioni di euro annui. Gli oneri di uscita saranno pari a 45 milioni di euro al netto delle imposte da contabilizzare nel quarto trimestre di quest'anno.

L'accordo, ricorda Intesa Sanpaolo in una nota, fa seguito a quanto già concordato in relazione all'acquisizione dei rami di attività delle ex Banche Venete, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Le 9 mila uscite saranno così suddivise: 1.500 provenienti dal Gruppo Intesa Sanpaolo, che hanno già maturato i requisiti pensionistici, entro il 31 dicembre 2018; mille provenienti dalle ex Banche Venete e 3 mila dal Gruppo Intesa Sanpaolo nell'ambito del Fondo di Solidarietà, entro il 30 giugno 2019; 3.500 provenienti dal Gruppo Intesa Sanpaolo nell'ambito del Fondo di Solidarietà, entro il 30 giugno 2020.

Le nuove 3.500 uscite da Intesa Sanpaolo nascono dal fatto che quando si è trattato di individuare gli esuberi, a seguito dell'integrazione con le banche venete, sono state presentate circa 7.500 domande di uscite volontarie nell'ambito del Fondo di Solidarietà, ossia 3.500 in più. Riguardo i 1.500 ingressi sono previste mille nuove assunzioni a tempo indeterminato e 500 nuovi inserimenti con contratto misto, ovvero contratto combinato in parte da promotore finanziario e in parte da dipendente, a seguito di un percorso di formazione ad hoc con assunzione successiva al superamento di un esame. Su richiesta del lavoratore sarà possibile, dopo due anni, convertire il contratto da misto a full time. Per le assunzioni, particolare attenzione sarà riservate al Sud Italia, alle aree geografiche svantaggiate e alle categorie protette.



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