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News e Analisi

Mps a caccia di un rimbalzo aspettando trimestrale e governo

La banca senese resta debole in Borsa dopo una settimana fortemente negativa. E il mondo politico cambia anche a Siena

Stefano Neri
lunedì 25 giugno 2018 10:30

(Aggiornato dopo la chiusura di Borsa) - Banca Mps va a caccia di un rimbalzo oggi dopo la debolezza delle ultime sedute. Ma la giornata non è di quelle giuste, con le banche nuovamente sotto tiro tra avversione al rischio e un nuovo allargamento dello spread.

Le azioni Mps così cedono oggi nel finale lo 0,9% a 2,62 euro dopo aver lasciato sul terreno la scorsa settimana quasi il 9% (si pensi che Bper ha guadagnato nell'ottava circa il 10% e Banco Bpm oltre il 9%, per fare un confronto).

Il titolo a fine maggio ha aggiornato i minimi storici a 2,26 euro, mentre il massimo del 2018 è stato toccato a gennaio poco sopra i 4 euro.

Il bilancio per gli azionisti, a partire dal Tesoro, resta quindi pesante, con una perdita potenziale per lo Stato di oltre 3 miliardi, rispetto all'investimento effettuato proprio un anno fa al prezzo di 6,50 euro. Stesso discorso per i vecchi azionisti che hanno subito una diluizione fortissima. E che vorrebbero almeno in parte recuperare.


Lunedì scorso la banca senese è approdata sull'indice delle mid-cap, mentre si sono immediatamente sgonfiate le voci su un presunto interesse del Crédit Agricole a un'acquisizione.

A pesare però sono anche le preoccupazioni in vista dei conti del secondo trimestre, che come per altre banche potrebbero essere stati impattati dalla recente fiammata dello spread, ormai stabilizzatosi al rialzo sopra i 200 punti. Del resto manca qualche giorno alla fine del trimestre, i cui risultati saranno esaminati dal cda (in base al calendario finanziario) il prossimo 7 agosto.

A Rocca Salimbeni inoltre si aspetta di conoscere quali saranno le strategie messe in campo dal Tesoro sotto il nuovo governo M5s-Lega. Non è ancora chiaro se il futuro dell'ad Marco Morelli sia in bilico o meno. Intanto il manager porta avanti il piano industriale concordato con la Commissione Ue.

La presidente Stefania Bariatti ha confermato nei giorni scorsi che non c'è ancora stato alcun contatto ufficiale con il ministero di Via XX Settembre. Per la maggioranza l'ultima dichiarazione risale invece alle scorse settimane, quando Stefano Buffagni, deputato e portavoce alla Camera del Movimento 5 Stelle, aveva spiegato: "Non ci permettiamo di valutare, prima bisogna capire, c'è un piano che viene verificato mese per mese con Bruxelles, ci sono un sacco di soldi degli italiani. Il punto è garantire che la banca stia in piedi per il futuro".

A proposito dei progetti di una banca nazionalizzata, Buffagni ha spiegato che "è uno strumento che secondo noi può essere", ma "occorre tempo" per valutare.

Il mondo politico è cambiato anche nella stessa Siena, dopo che dal ballottaggio è uscito vincente questa notte il candidato del centrodestra Luigi De Mossi, mentre Valentini vede svanire un secondo mandato e il Pd un'altra sua roccaforte. Il Movimento 5 Stelle invece non si era presentato al voto.

Intanto si registra un importante sviluppo sul fronte degli Npl, per quanto atteso. Banca Monte dei Paschi ha perfezionato con Quaestio la cessione del 95% delle junior notes per 565 milioni, relative alla maxi cartolarizzazione di sofferenze del gruppo senese. L'operazione chiude si così come stabilito dal piano industriale entro fine giugno, mentre gli impatti economici sono stati già contabilizzati nell'esercizio 2017.



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