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News e Analisi

Mps, nel 2017 persi 200mila clienti

Per la banca senese anche il peso delle cause legali. Vincolo del ministero alla vendita delle opere d'arte. L'istituto cerca di fermare le vendite con un comunicato, ma il titolo crolla ancora

Rosario Murgida
giovedì 22 marzo 2018 17:36

(Aggiornato dopo la chiusura di Borsa) - Non si ferma la discesa del titolo Banca del Monte dei Paschi di Siena a Piazza Affari. Anche oggi le azioni hanno aggiornato i minimi storici scendendo sulla soglia del 2,6 euro e allargando ancora di più la potenziale perdita dello Stato sull'investimento effettuato per salvare la banca senese. Gli investitori sono preoccupati per l'andamento del trimestre in corso. Intanto il conto per i contribuenti italiani ha superato abbondantemente i 3 miliardi di euro di perdita.

L'andamento negativo del titolo va di pari passo con un flusso di notizie parimenti negative anche se fanno riferimento sempre al 2017.

Una situazione che ha spinto Mps a intervenire con un comunicato a mercato aperto nella speranza (vana, purtroppo) di fermare le vendite. "A seguito di alcune illazioni riportate dalla stampa - recita la nota -, Banca Monte dei Paschi precisa che non sono allo studio operazioni di aumento di capitale e che l'attuazione del piano di ristrutturazione procede secondo le tempistiche previste e già comunicate al mercato. In particolare, sono confermati gli obiettivi di piano per la riduzione dei crediti deteriorati, le iniziative di contenimento dei costi e l'operazione di cartolarizzazione delle sofferenze riguardo la quale la Banca non vede circostanze che possano modificarne la tempistica di conclusione già comunicata al mercato".

Intanto dalla relazione di bilancio depositata in vista dell'assemblea degli azionisti del 12 aprile emergono infatti alcune indicazioni non certo favorevoli sul fronte dell'operatività della banca e delle cause legali.

Le attività bancarie hanno per esempio visto l'anno scorso la perdita di 200 mila clienti, scesi dai 5,1 milioni di fine 2016 a 4,9 milioni nonostante la crescita della banca online Widiba, un calo del 2,9% della raccolta complessiva a 179 miliardi di euro malgrado la crescita del 26% dei conti correnti. La perdita della clientela e quindi della raccolta è anche legata alla riduzione del perimetro aziendale. Mps ha chiuso 287 sportelli nel 2017 e 150 a gennaio 2018 mentre la forza lavoro ha subito una riduzione dei dipendenti dai 25.566 del 2016 a 23.463.

Maggiori dettagli emergono anche sul fronte legale. Il bilancio riporta un valore superiore ai due miliardi di euro per le cause avviate contro Mps per la questione dei derivati o per gli aumenti di capitale. Solo lo scorso novembre Alken ha chiesto un risarcimento danni da 434 milioni alla banca, a Nomura e a diversi manager, da Giuseppe Mussari ad Antonio Vigni fino ad Alessandro Profumo Fabrizio Viola. Ci sono poi 25 cause con richieste per più di 730 milioni avviate dagli acquirenti di azioni o obbligazioni sul mercato o tramite la partecipazione ai vari aumenti di capitale effettuati dal 2008 in poi. Inoltre 760 investitori hanno chiesto risarcimenti per 653 milioni. In tutti e tre i casi l'accusa mossa alla banca è di aver diffuso informazioni false nella documentazione contabile, nei prospetti informativi e nei comunicati di Borsa. Ci sono, poi, una serie di investitori, anche piccoli risparmiatori, che hanno avviato cause civili per ammontari decisamente inferiori ma comunque sufficienti per aumentare il peso dei contenziosi legali sulla banca senese.

Il quadro della situazione è quindi fortemente negativo. In un contesto del genere non poteva non mancare un'ulteriore sorpresa negativa di natura "artistica". Il Ministero dei Beni Culturali ha infatti accolto le proposte della Soprintendenza di Siena, Arezzo e Grosseto per apporre un vincolo "pertinenziale" su una buona parte delle opere d'arte di proprietà di Mps che la Bce aveva indicato come vendibili nell'ambito del piano di ristrutturazione della banca senese.

In Borsa il titolo Mps cede nel finale il 5,24% a 2,64 euro, dopo minimi di 2,60 euro.



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