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News e Analisi

Mps e venete, sale il conto degli esuberi

Il piano industriale del Monte sembra orientato verso i 6 mila tagli. Sommando le uscite a quelle previste nelle banche venete si potrebbe arrivare a quota 8 mila

Clarissa Satta
martedì 9 maggio 2017 11:28

Potrebbe salire il conto degli esuberi nel Monte dei Paschi di Siena e nelle banche venete, istituti che sono alle prese con una pesante ristrutturazione propedeutica a una ricapitalizzazione precauzionale con l'ingresso dello Stato come azionista. Fino ad ora, stando alle indiscrezioni circolate, si è parlato di un totale di 7.200 uscite: 5 mila in Mps e 2.200 sommando quelle previste in Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

I numeri non dovrebbero essere troppo lontani dalla realtà anche se, secondo indiscrezioni, il piano industriale del Monte spalmato su di un orizzonte temporale più ampio (ovvero 5 anni) prevedrebbe un numero maggiore di uscite più vicino a 6 mila che a 5 mila. In realtà i numeri precisi si avranno soltanto quando le banche e il Tesoro avranno raggiunto un accordo con Ue e Bce sui piani industriali: a quel punto partirà la trattativa con le organizzazioni sindacali che non faranno sconti. Insomma, prima serve l'imprimatur definitivo al piano.

Sembra comunque vicino il via libera della Commissione Ue alla ricapitalizzazione precauzionale di Mps, si parla di settimane e il sospirato ok potrebbe arrivare in questo mese di maggio, massimo giugno. "Stiamo parlando su tutto", ha affermato il presidente della banca Alessandro Falciai, interpellato al termine dell'incontro con il mercato della Consob. Falciai non ha dato indicazioni sui tempi ma ha lasciato presumere che entro giugno si attende arrivare il varo del piano che porterà lo stato a ricapitalizzare la banca. Sul fronte degli esuberi i sindacati non faranno sconti. E sono già in pressing per far sì che le banche abbattano i costi a 360 gradi a partire dalle consulenze esterne agli stipendi dei top manager e agli immobili tanto di pregio quanto inutili. Per il varo del piano di ristrutturazione del Monte dei Paschi e per i suoi contenuti non ci sono ancora certezze. Naturalmente l'auspicio e l'obiettivo di banca e sindacati è evitare licenziamenti e ricorrere agli ammortizzatori sociali di categoria.

A questo proposito potrebbe tornare utile il tesoretto messo a disposizione dallo Stato nell'ultima legge di bilancio. Nel dettaglio lo Stato si è impegnato a concorrere agli oneri sostenuti dal fondo di solidarietà del settore tra 2017 il 2019. Per le banche l'intervento potrà determinare benefici fino a 174 milioni per il 2017, 224 milioni per il 2018, 139 milioni per il 2019, 87 milioni per il 2020 e 24 milioni per il 2021. In totale 648 milioni. Le somme non sono tuttavia utilizzabili nell'arco di un solo anno. Non è ancora chiaro chi potrà ricorrervi, né sono chiare le modalità di accesso a questo contributo. All'articolo 35 la legge di bilancio fa riferimento a "settori che siano interessati da provvedimenti legislativi relativi a processi di adeguamento o di riforma per aumentarne la stabilità e rafforzarne la patrimonializzazione, limitatamente alle imprese o gruppi di imprese coinvolti in processi di ristrutturazione o fusione e fino al 31 dicembre 2019". L'Inps dovrebbe esprimersi a breve per chiarire alcune di queste domande.

Intanto le lancette dell'orologio scorrono. E gli esuberi rimangono un problema reale per i tanti professionisti bancari e anche per chi deve gestirli. Agli esuberi citati si aggiungeranno presto quelli inevitabili nelle tre goodbank acquisite da Ubi Banca (Banca Etruria, Banca Marche e CariChieti) il cui avvio procedura è atteso tra giugno e luglio e, con ogni probabilità, più avanti ci si dovrà confrontare con l'abbattimento dei costi in Cassa di Risparmio di Rimini, Cesena e San Miniato che pare abbiano individuato in Cariparma-Crédit Agricole il loro cavaliere bianco.



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