Informativa

Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

OK X
Skin ADV
Home



News e Analisi

Mps entra nell'indice Mid Cap e va in rosso

Il titolo paga probabili prese di beneficio dopo la corsa della settimana scorsa grazie anche a nuove ipotesi di aggregazione con Crédit Agricole

Rosario Murgida
lunedì 18 giugno 2018 11:26

Il titolo di Banca del Monte dei Paschi di Siena tratta in territorio ampiamente negativo nonostante il suo inserimento nel paniere delle azioni che compongono l'indice Mid Cap di Borsa Italiana.

Alle 11,12 le azioni perdono infatti il 3,8% a fronte di un indice bancario Ftse Italia sostanzialmente invariato. A pesare sui corsi azionari potrebbero essere delle prese di beneficio dopo la corsa effettuata la scorsa settimana. Il titolo ha guadagnato più dell'8% in scia non solo alle attese degli investitori per l'imminente ingresso in un indice che comunque fornisce un minimo di risalto, ma anche ad alcune voci di mercato in parte collegate al vertice bilaterale tra il presidente francese Emmanuel Macron e il premier italiano Giuseppe Conte.

Sarebbe, in particolare, spuntata una pista francese per risolvere il rebus Mps legato all'approccio del nuovo governo sulle banche e all'obbligo imposto dalle autorità europee allo Stato di uscire dall'azionariato della banca senese entro il 2021.


Al centro di un "ipotetico disegno strategico" ci sarebbe il Crédit Agricole che con la sua Cariparma ha già agito da polo aggregante acquisendo il controllo delle casse di risparmio di Cesena, Rimini e San Miniato e non ha mai fatto mistero della sua intenzione di ampliare ulteriormente la sua presenza sul mercato italiano. Ovviamente tramite nuove acquisizioni, anche se negli ultimi tempi il numero uno della Banque Verte in Italia, Giampiero Moioli, ha allontanato ipotesi e indiscrezioni di nuove aggregazioni con altre banche di medie dimensioni come Carige.

E' probabile, dunque, che tra i corridoi delle banche italiane e dei massimi rappresentanti politici sia iniziato a circolare qualche dossier redatto dalle sempre attive banche d'affari interessate a sfruttare quel processo di consolidamento da tempo ipotizzato ma lontano dal manifestarsi, almeno fino a quando gli istituti non avranno completato i loro processi di pulizia interna.

E' in questo contesto che Mps assume un ruolo importante per la sua natura di banca salvata da uno Stato obbligato a uscire dal suo capitale, la nuova maggioranza parlamentare M5s-Lega abbia recentemente indicato una strada diversa con un cambio di governance in "un'ottica di servizio".

Attualmente il Ministero del Tesoro detiene il 68% del capitale, una partecipazione ottenuta dopo la ricapitalizzazione precauzionale concordata con Ue e Bce.

L'uscita è prevista entro il 2021 e nel mentre la banca deve portare avanti un piano industriale con molti vincoli e limitazioni. Proprio per questi due motivi sono sempre in circolazione ipotesi di aggregazione di vario genere e grado.

Pochi mesi fa alcuni analisti hanno assegnato un ruolo di pivot alla banca senese per integrare una serie di istituti di medie dimensioni. Rimane certo che il nuovo governo deve disegnare un nuovo destino per Mps ed è quindi ovvio che le banche d'affari si gettino a capofitto su un boccone comunque goloso per i loro banchieri.



Testata giornalistica registrata al Tribunale di Monza - Copyright © 2018 Tutti i diritti riservati
AM FACTUAL SRLS C.F. 09708930962
Privacy