Informativa

Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

OK X
Skin ADV
Home



News e Analisi

Mps: i decreti del Tesoro nei dettagli

Pubblicati in Gazzetta Ufficiale, sono in vigore da oggi. L'analisi, i diritti degli obbligazionisti, il prezzo delle azioni

Carmelo Catalano
sabato 29 luglio 2017 09:02

Mps è statale. Con due distinti decreti del 27 luglio 2017 pubblicati in Gazzetta Ufficiale è stata attuata la ricapitalizzazione precauzionale della banca, sulla scorta delle previsioni del DL 237/2016, convertito in legge, con modificazioni, dalla L,15/2017.

In pratica, come anticipato, i decreti (in vigore da oggi) dispongono un aumento di capitale della banca "ex lege" in deroga alle norme del codice civile e, quindi, senza delibera dell'assemblea degli azionisti e con esclusione del diritto di opzione.

1) Il primo decreto attua le misure di condivisione degli oneri azzerando passività portate da obbligazioni subordinate per € 4,473 miliardi circa e disponendo la loro conversione in 517.099.404 azioni (la differenza rispetto ai 4,33 indicata nei nostri precedenti articoli è dovuta alle UT2 che sono risultate pari a 2,160 miliardi circa in luogo dei 2,057 indicati nella presentazione del piano industriale MPS);

2) Il secondo decreto dispone invece un aumento di capitale da parte dello Stato per € 3,854 miliardi circa con conseguente attribuzione di numero 593.869.870 azioni.

Esaminiamo i riflessi a valle dei decreti per azionisti ed obbligazionisti. Il prezzo delle vecchie azioni (PAZV) è stato stimato in 17,3 e, pertanto, sulla base delle formule sotto riportate il prezzo di emissione per gli obbligazionisti fissato in € 8,65 e quello per lo Stato in € 6,49.

PAZN= PAZV *50%

PAZMEF = PAZN * 75%.

Dove:

PAZV= Prezzo delle vecchie azioni

PAZN= Prezzo emissione azioni per gli obbligazionisti

PAZMEF = Prezzo di emissione azioni per il Ministero dell'Economia

La stima si è collocata, quindi, quasi all'esatto valore medio rispetto rispetto a quelli da noi ipotizzati in una forchetta che andava da 13 a 21. All'esito dei decreti la nuova compagine sociale di Banca Mps si presenta come da tabella seguente:



Pertanto lo Stato avrà, in prima battuta, una quota pari al 52,18%, quota che comprende anche le vecchie azioni, pari al 4,024% del vecchio capitale sociale, già possedute, e pari in numero a circa 1,18 milioni di azioni.

Abbiamo stimato, basandoci sui consueti parametri della consistenza patrimoniale, della reddività prospettica e dei multipli della banca rispetto a quelli dei peer (concorrenti), un ipotetico valore dell'azione, in € 5,21 basato su una capitalizzazione del 60% del Patrimonio netto tangibile che la banca avrà a valle della cessione delle sofferenze.

In base a questa ipotesi - che invero è ottimistica date le incertezze che aleggiano ancora sulla qualità dell'attivo della banca e sulla capacità di recupero di livelli di redditività congrui - gli obbligazionisti subordinati in possesso di T2 avrebbero un tasso di recovery sul nominale pari al 60,23% (5,21/8,65x100) accusando una perdita del 40% circa, sempre rispetto al valore nominale.

Assume, allora, rilevanza fondamentale per i possessori di UT2 la seconda fase, che dovrà concludersi entro il 25 novembre 2017. Quella in base alla quale lo Stato riacquisterà, per un massimo di 1,5 miliardi - a valle di una transazione tra Banca Mps e gli obbligazionisti - le azioni rivenienti dal burden sharing dei possessori di obbligazioni Mps UT2 scadenza 2018, mentre MPS attribuirà agli ex obbligazionisti subordinati delle obbligazioni senior di pari durata.

Le condizioni per accedere allo scambio sono le seguenti:

1) L'investitore deve essere classificabile al dettaglio in base alla MIFID;

2) L'acquisto delle obbligazioni deve essere stato effettuato tramite Mps o società del gruppo Mps;

3) L'acquisto deve essere intervenuto entro il 31.12.2105.

In questa ipotesi, posto un prezzo medio di carico di 95 delle obbligazioni UT2 oggetto di scambio, lo Stato salirebbe al 68,19%, come si può verificare nella tabella sopra, alla colonna "dopo il ristoro".

Nessun decreto di attuazione è stato emanato per regolare questa fase, ed il motivo è presto detto. La questione del mis-selling e le successive transazioni tra banca e possessori di UT2, sono considerate, anche dalla CE, questioni privatistiche tra la banca e i suoi clienti, in cui lo Stato interviene solo a valle per evitare che a seguito delle transazioni la stabilità della Banca ne risulti di nuovo indebolita, vanificando in parte gli effetti della ricapitalizzazione precauzionale.

Probabile, quindi, che sulla questione non venga emanato alcun decreto di attuazione e che l'operazione si svolga, come abbiamo già ipotizzato, con il lancio, da parte di Mps, di un'offerta pubblica di transazione rivolta ai possessori di UT2 in possesso dei requisiti previsti dalla legge di cui sopra, e di altri che potrebbero essere individuati, di concerto con il MEF in qualità di azionista di riferimento, dalla banca in base a sue autonome valutazioni sul rischio di soccombenza in eventuali liti.

In altre parole la banca potrebbe escludere dall'offerta di transazione le casistiche in cui ritiene improbabile l'insorgenza di una lite (es. dipendenti) o ritiene improbabile la soccombenza (es. acquisti fatti con l'execution only).

Per domande, dubbi e approfondimenti scrivete a redazione@finanzareport.it



Copyright © 2017 Tutti i diritti riservati
AM FACTUAL SRLS C.F. 09708930962
Privacy