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News e Analisi

Mps, perdita del semestre a 3,2 miliardi

Positiva la raccolta sui depositi. Con l'ingresso dello Stato Fitch alza il rating. Nell'azionariato Tesoro al 52,2%, segue Generali poco sopra il 4%

Redazione FR
venerdì 11 agosto 2017 18:43

Banca Mps ha chiuso il primo semestre dell'anno con una perdita di 3,24 miliardi di euro, su cui hanno pesato come atteso 4 miliardi di euro di rettifiche su crediti, a fronte di un utile di 302 milioni realizzato nello stesso periodo del 2016.

Nel secondo trimestre il risultato netto ha registrato invece un rosso per 3,1 miliardi.

Fra le note positive, la crescita della raccolta diretta grazie ai depositi vincolati e conti correnti da clientela, saliti di 3,8 miliardi nel secondo trimestre e di 9,4 miliardi da inizio anno.

I risultati della banca senese, che ha appena ricevuto l'iniezione di capitale da parte dello Stato, sono stati diffusi questa sera al termine del Cda. "Il processo di ricapitalizzazione precauzionale è stato completato", informa fra l'altro l'istituto guidato da Marco Morelli.

Si pensi che sul fronte della patrimonializzazione, includendo l'operazione di aumento di capitale, il Cet 1 si attesta addirittura al 15,4% mentre sarebbe all'1,5% escludendo gli impatti dell'aumento di capitale, che comprende il burden sharing con la conversione in azioni dei bond subordinati.

Oggi, proprio in seguito al salvataggio, l'agenzia Fitch ha alzato il rating a lungo termine di Banca Monte dei Paschi di Siena e del suo debito senior da B- a B, con outlook stabile.

Quanto all'azionariato, dagli aggiornamenti della Consob è emerso che lo Stato, primo azionista della banca, detiene il 52,18% del capitale (come già calcolato qui con precisione all'indomani della pubblicazione dei decreti). Le Assicurazioni Generali sono diventate il secondo azionista di Mps con una partecipazione del 4,32% nel capitale dell'istituto senese, raccolta a seguito della conversione dei bond subordinati detenuti dal Leone di Trieste. Mps detiene il 3,18% del proprio capitale.

Tornando ai conti, si registra un calo del 2,5% su base trimestrale del margine di interesse "che risente del calo di tassi e volumi degli attivi fruttiferi, effetto solo parzialmente compensato dalla flessione del costo della raccolta", commissioni nette in crescita (+1,1% su base trimestrale) grazie alla componente da risparmio gestito, costi in aumento dell'1,8% su base trimestrale a seguito di "componenti non ricorrenti, in particolare impairment su immobilizzazioni immateriali".

Banca Mps segnala inoltre la«contrazione dei crediti deteriorati lordi di circa 0,5 miliardi di euro rispetto a marzo 2017, per la riduzione dei flussi da bonis a default e la crescita degli incassi sulle posizioni deteriorate.

Nel primo semestre Mps ha visto i ricavi scendere del 21% a 1.852,7 milioni con il margine di interesse pari a circa 903 milioni di euro, in flessione del 12,7% su base annua, per "effetto soprattutto della contrazione dei volumi medi e del calo dei rendimenti degli attivi fruttiferi, dinamica parzialmente attenuata dalla diminuzione del costo del funding".

Ancora nel semestre commissioni nette a 858 milioni di euro, in riduzione dell'8,8% annuo, "impattate dalla contabilizzazione del costo della garanzia sulle emissioni di 11 miliardi di euro di obbligazioni con garanzia governativa e dai minori proventi rivenienti dal comparto del credito, che risentono della riduzione dei volumi di impiego". Gli altri ricavi della gestione finanziaria si sono attestati a circa 92 milioni di euro.

Nel primo semestre gli impieghi verso clientela sono stati pari a circa 89,7 miliardi di euro, in riduzione di 17 miliardi di euro rispetto a fine dicembre 2016. In particolare, si sono registrate nuove erogazioni di crediti a medio-lungo termine, sia a famiglie che ad aziende, pari a circa 2,7 miliardi di euro e nel solo mese di luglio, si sono attestate a circa 0,7 miliardi di euro, registrando un trend positivo rispetto ai mesi precedenti.

La raccolta diretta è stata pari a circa 106,5 miliardi di euro, in aumento di 2 miliardi di euro rispetto a dicembre 2016 grazie alla componente commerciale. La raccolta indiretta, invece, si è attestata a circa 96,6 miliardi di euro (-1,6% da inizio anno) in calo soprattutto per flussi netti negativi per circa 1,3 miliardi di euro sul risparmio amministrato.



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