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News e Analisi

Mps, sarà resa dei conti in assemblea?

La prossima assise della banca senese rischia di essere infuocata. Il mercato e i piccoli soci temono nuove operazioni di rafforzamento straordinarie nonostante le ultime smentite

Rosario Murgida
venerdì 23 marzo 2018 17:42

(Aggiornato dopo la chiusura di Borsa) - Il titolo Mps continua imperterrito ad aggiornare i suoi minimi storici, la banca risponde piccata a presunte "illazioni di stampa" e i piccoli soci si preparano a un'assemblea dai toni probabilmente al calor bianco. Si potrebbe sintetizzare così attuale situazione dell'istituto di credito senese, tornato in Borsa dopo il salvataggio ma ormai avviluppato in un continuo newsflow negativo ( di ieri la notizia della perdita di 200mila clienti nel 2017).

In Borsa le azioni sono ormai in caduta libera da giorni per il timore del mercato sulle effettive condizioni finanziarie di una banca incapace, evidentemente, di mostrare i segnali di rilancio auspicati. Oggi il titolo ha aggiornato il suo minimo a 2,53 euro prima di imboccare la strada del recupero e chiudere finalmente in rialzo del +1,8% a 2,68 euro dopo che nell'ultimo mese il titolo ha perso oltre il 16% ampliando ancora di più la perdita per lo Stato e quindi per i contribuenti.

Il mercato teme di non poter recuperare quanto investito e iniziano così a circolare ipotesi e speculazioni sul destino dell'istituto tornato da alcuni mesi sotto il controllo pubblico pur di evitare il contagio della sua crisi all'intero sistema bancario italiano. Ieri Mps ha reagito a presunte "illazioni riportate dalla stampa" precisando "che non sono allo studio operazioni di aumento di capitale e che l'attuazione del piano di ristrutturazione procede secondo le tempistiche previste e già comunicate al mercato". Un concetto ribadito oggi da fonti dal Tesoro (che è appunto azionista con quasi il 70%).

Mps ha quindi confermato gli obiettivi per la riduzione dei crediti deteriorati, le iniziative di contenimento dei costi e l'operazione di cartolarizzazione di sofferenze per 26 miliardi di euro "riguardo la quale la Banca non vede circostanze che possano modificarne la tempistica di conclusione già comunicata al mercato". Dichiarazioni che non sono state sufficienti a frenare la caduta del titolo.

Del resto non sono mancate negli ultimi giorni notizie negative. Nella relazione di bilancio, depositata in vista dell'assemblea del 12 aprile, sono stati fornite indicazioni non certo rassicuranti per il mercato per quanto relative al 2017: 200 mila clienti persi, un calo di quasi il 3% della raccolta complessiva, una forte riduzione del perimetro delle attività, cause legali per 2 miliardi di euro. Un quadro evidentemente negativo esacerbato anche dall'intervento del Ministero della Cultura che ha in pratica imposto il vincolo alla vendita delle opere d'arte della collezione della Banca.

E' quindi probabile che alla prossima assemblea il management capitanato da Marco Morelli venga messo non certo alla gogna ma comunque alla corda soprattutto dai piccoli azionisti, che già hanno pagato pesantemente le conseguenze del salvataggio e oggi vedono svanire qualsiasi speranza di rilancio sempre che i vertici non riescano a tirare fuori il classico coniglio dal cappello, magari sul fronte del consolidamento del settore.

E i piccoli soci si stanno già preparando. L'Associazione Buongoverno Mps, da sempre molto attiva a Siena per tutelare quello che viene definito un bene prezioso per il territorio senese e nazionale, ha già deciso di avviare la raccolta delle deleghe per presentarsi in assemblea e sollevare il timore di dover di nuovo pagare le conseguenze di un nuovo salvataggio. L'associazione teme in particolare ulteriori conversioni forzose che andrebbero a penalizzare chi ha già pagato il conto con l'ultima ricapitalizzazione precauzionale e l'annesso burden sharing sui titolari delle obbligazioni subordinate Lower Tier II che tanti danni ha prodotto tra i piccoli risparmiatori. Un quadro, quindi, preoccupante. E questo senza dimenticare l'incertezza generata a Roma dall'assenza di un contesto favorevole alla costituzione di un governo stabile.



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