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News e Analisi

Mps, dalla Ue rischio tagliola per il personale

Per la commissaria Ue Vestager la sorveglianza europea sulla ricapitalizzazione "è normale". Ma se i ricavi saranno sotto le aspettative di Bruxelles, potrebbero scattare nuovi tagli dei costi

Mirko Molteni
venerdì 26 gennaio 2018 09:36

Incomberebbero, nella peggiore delle ipotesi, tagli automatici del personale sulla banca Monte dei Paschi di Siena se rischiassero di non essere rispettati i parametri che l'Unione Europea ha indicato in cambio dell'approvazione del piano di salvataggio dell'istituto toscano grazie ai 5,4 miliardi di euro assicurati dallo Stato.

E' quanto emerso a Bruxelles dopo che la commissaria Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager, ha cercato di tranquillizzare gli italiani ribadendo che seppure Mps sia sotto stretta sorveglianza, ciò debba essere accettato come una cosa normale per assicurarsi che il piano sia economicamente sostenibile, in particolare quanto a equilibri fra ricavi e costi.

"È normale, è quello che facciamo sempre", ha detto la Vestager. Che ha proseguito: "Quando abbiamo queste decisioni devi ristrutturare per assicurarti che la banca sia sostenibile a lungo termine". All'antitrust europea preme anzitutto che la banca si riprenda, ma senza approfittare della ricapitalizzazione per "disturbare" la concorrenza. E la sorveglianza, assicura la funzionaria comunitaria, è una prassi uguale per tutti, che non deve essere vista come una specie di punizione della banca toscana: "Stiamo seguendo l'attuazione del piano industriale di Mps, come facciamo quando deve essere ristrutturata qualsiasi entità che sia una banca o un altro business: non c'è nulla di specifico di cui essere preoccupati".

L'Unione europea ha inviato a Siena un cosiddetto "monitoring trustee" che deve verificare passo passo il rispetto dei requisiti Ue da parte degli attuatori del piano. Soprattutto il fatto che dal 2018 Mps garantisca ricavi netti compresi almeno fra 1,2 e 1,6 miliardi di euro annui. Ciò si otterrebbe grazie a un taglio di costi valutato in circa 200 milioni all'anno. Ma se ciò non bastasse, l'Europa potrebbe chiedere all'istituto toscano di aumentare i tagli anche fino a 100 milioni aggiuntivi. Il che potrebbe significare anche licenziare personale.

Già in questo periodo Banca Mps sta chiudendo numerose filiali, anche con polemiche locali, perfino nella sua Toscana. Inoltre il piano attuale di esuberi prevede entro il 2021 l'uscita, già in atto a scaglioni, di circa 4800 dipendenti, su un totale di 25.000, gestiti fino al pensionamento dal Fondo di Solidarietà. Come rilevato dal Corriere della Sera, che cita "fonti a conoscenza del dossier", se la banca senese non riuscisse ad aumentare la redditività in misura tale da tenere il passo con la forbice indicata dall'Ue, ossia come minimo 1,2 miliardi di margine, l'unica altra soluzione sarebbe ricorrere a ulteriori tagli, ma stavolta si tratterebbe di veri licenziamenti, anziché di una forma tutelata di "accompagnamento" fuori dall'ufficio.

Del resto, a far quadrare i conti potrebbe anche contribuire una ulteriore cessione di crediti deteriorati. Secondo una recente stima degli analisti di Mediobanca, l'istituto di Rocca Salimbeni oltre ai 26 miliardi di euro in Npl (Non performing loans) già ceduti, potrebbe doverne piazzare altri 11 miliardi.

In Borsa intanto il titolo di Mps fatica a decollare e rimane ostinatamente sotto la soglia dei 4,1 euro del ritorno a Piazza Affari avvenuto nello scorso autunno. Trimestrale in programma il 9 febbraio.



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