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News e Analisi

Mps, spunta un tesoretto...

Grazie a crediti fiscali per quasi 2 miliardi, la banca senese potrebbe sedersi a tavoli negoziali in una posizione più forte. Ma ciò non arresta la caduta in Borsa

Rosario Murgida
mercoledì 28 marzo 2018 17:36

(Aggiornato dopo la chiusura di Borsa) - Continuano a spuntare notizie negative su Banca del Monte dei Paschi di Siena ma anche una decisamente positiva. Da una parte la Bluebell di Giuseppe Bivona ha presentato una richiesta per un'azione di responsabilità contro gli ex vertici con risarcimenti per oltre 11 miliardi, dall'altra emerge, tra i conti, un tesoro fiscale.

In particolare Mps avrebbe accumulato 1,8 miliardi di crediti fiscali non iscritti a bilancio perché non recuperabili se non con il ritorno all'utile oppure in caso di cessione a una banca redditizia.

Si tratta della classica manna dal cielo per un istituto in serie difficoltà nel suo piano di rilancio e risanamento soprattutto se il tesoretto verrà messo sul piatto nel caso di trattative per un'aggregazione con una controparte interessata, ma comunque lontana dal palesarsi come dimostrato recentemente dalle dure smentite di Ubi Bancae dal continuo calo del titolo.

Le azioni stanno aggiornando continuamente i minimi storici complici le aspettative negative del mercato e la mancanza di certezze sul coinvolgimento nel processo di consolidamento prossimo venturo nonché la natura speculativa degli ordini sul mercato e l'assenza di un governo che detti una linea strategica a una banca tornata pubblica da alcuni mesi.

Il mercato teme soprattutto che la banca non sia in grado di rilanciarsi anche perché le ultime risultanze di bilancio non mostrano segnali in tal senso. Non solo. Oltre all'andamento negativo dei conti e dell'operatività, sulla banca pende la spada di Damocle delle cause legali. E proprio ieri è emerso un nuovo sviluppo in tal senso.

In vista dell'assemblea del 12 aprile, la Bluebell di Giuseppe Bivona ha deciso di chiedere a Mps di promuovere un'azione di responsabilità con relativa richiesta di risarcimenti danni da 11,6 miliardi contro i consiglieri e i membri del collegio sindacale in carica tra il 2012 e il 2015 e contro Deutsche Bank, Nomura ed E&Y, ossia le controparti delle famose operazioni su derivati Alexandria e Santorini. Non si tratta, comunque, della prima volta che Bivona presenta una richiesta del genere. L'iniziativa è stata bocciata l'anno scorso e quest'anno l'esito assembleare non dovrebbe essere diverso visto che la stessa banca ha sollevato dubbi sull'ammissibilità dell'iniziativa a causa dei "contenuti sostanzialmente identici" rispetto a quanto già proposto dalla stessa Bluebell.

Insomma Mps continua a rimanere sotto i riflettori mentre il titolo in Borsa continua ad affondare. Oggi in chiusura perde il 2,3% a 2,48 euro dopo avere aggiornato il minimo storico a 2,38 euro.



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