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News e Analisi

Mps, sulle promozioni non tornano i conti

La banca salvata dallo Stato promuove 49 dirigenti e si scatena la polemica dopo i sacrifici imposti ad azionisti, risparmiatori e dipendenti

Rosario Murgida
martedì 19 dicembre 2017 12:00

Sarà anche stata lunga ma tranquilla ma l'assemblea di Banca del Monte dei Paschi di Siena ha riservato anche una polemica di non poco conto nell'attuale scenario di frequenti controversie sulla bontà del salvataggio delle banche.

La decisione del management di procedere con alcune promozioni e con l'erogazioni di gratifiche economiche ha scatenato, soprattutto a livello locale, un vespaio di polemiche soprattutto alla luce delle lacrime versate da piccoli azionisti e risparmiatori con la complessa operazione orchestrata da Stato e autorità di vigilanza per tirare fuori dalle secche la banca senese.

Al di là delle perdite imposte a obbligazionisti e azionisti, il piano di salvataggio di Mps prevede anche la chiusura di 600 filiali e il taglio di 5.500 dipendenti. Eppure, pochi giorni fa, è stata deliberata la promozione di 49 dirigenti con il relativo costo di 340 mila euro lordi. Ieri l'amministratore delegato Marco Morelli è stato incalzato in assemblea dalle domande dei soci e ha definito le promozioni come necessarie ma qualcosa continua a non quadrare soprattutto per una decisione presa da un Cda uscente poco prima di un'assemblea che ha sancito ufficialmente il passaggio del controllo nelle mani dello Stato, avvenuto peraltro solo 4 mesi fa con il completamento della ricapitalizzazione precauzionale da parte del Tesoro.

"Dal primo gennaio del 2012 i dirigenti di banca Mps sono passati da 500 agli attuali 326, di cui fanno parte i 49 dirigenti promossi nei giorni scorsi. Abbiamo una incidenza di dirigenti dell'1,24% per 24500 dipendenti, rispetto ad una media del sistema del 2,3%. Si tratta di nomine assolutamente necessarie e me ne assumo la responsabilità", ha affermato l'amministratore delegato sottolineando come il costo sia coperto dal taglio della sua retribuzione. Inoltre Morelli ha fatto presente come le promozioni sia tra i pochi incentivi a disposizione delle banca per trattenere e premiare i dirigenti. "Io vorrei premiare tutti i dipendenti di Mps, purtroppo non è possibile. Di "cartate" ne ho prese tantissime anche io, ho incontrato quasi 5.000 dipendenti e so quale è la situazione della banca e dei lavoratori", ha ammesso comunque il massimo dirigente.

Rimane, però, il fatto che le promozioni abbiano riguardato i quadri dirigenziali. Non è la prima volta, e non sarà di certo l'ultima, che in Italia si palesano eventi controversi di tal fatta in situazioni di profonda crisi. Ma era proprio necessario procedere ora con le promozioni? I sindacati Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin nonché le associazioni di rappresentanza dei piccoli azionisti hanno criticato la decisione facendo presente, appunto, i tagli al personale, la chiusura delle filiali e i prepensionamenti.

In particolare è dai sindacati che è arrivato ieri un duro commento con la definizione di iniziativa "assolutamente inopportuna", "immotivata" e "sospetta". Forse i rappresentanti dei lavoratori sono stati pesanti come spesso avvenuto nella dialettica sindacale ma nel caso di Mps i conti non tornano per nulla. Una crisi deve essere condivisa da tutti, non solo dai semplici lavoratori. E questo vale ancora di più quando a intervenire è lo Stato, o meglio, per dirla in termini anglosassoni, i contribuenti di tutto il Paese, dalle Alpi fino a Lampedusa.



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