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News e Analisi

Via libera Bce, lo Stato "rileva" Mps

Oggi il Cda approva la semestrale, l'iniezione di capitale del Tesoro compensa la maxi perdita da 3 miliardi

Mirko Molteni
venerdì 11 agosto 2017 10:56

All'indomani del beneplacito ricevuto dalla Bce circa il piano di salvataggio e intervento governativo, la Banca Monte dei Paschi di Siena si appresta oggi ad approvare la semestrale nell'imminente Cda.

A questo punto il capitale sociale, fa sapere l'istituto in una nota, è stato aumentato fino a 15,7 miliardi di euro dopo che il Ministero del Tesoro è divenuto socio al 53% per effetto dei decreti di fine luglio. Per la precisione, l'aumento di capitale ammonta a 8,3 miliardi. E' composto da oltre 4,47 miliardi (4.472.909.844,60) in burden sharing degli obbligazionisti subordinati, il che fa scattare fra l'altro i cds (credit default swaps), cioè quelle specie di "assicurazioni" sul rischio di perdita del capitale.

Questa parte dell'aumento è ripartita, precisa Mps, in 517.099.404 azioni ordinarie, provenienti dalla conversione delle obbligazioni di classe 1 e classe 2. Ci sono poi i 3,85 miliardi (3.854.215.456,30) che il Tesoro ha versato per l'acquisto di 593.869.870 azioni del gruppo.

L'iniezione di fondi, per oltre 1 milione di azioni totali, ha più che raddoppiato la dotazione precedente di capitale sociale, che era di 7.365.674.050,07 euro. Ciò permetterà al cda di approvare con relativa tranquillità il bilancio semestrale in cui figurerà l'anticipato "rosso" di 3 miliardi, dovuto soprattutto al deficit di 3,9 miliardi causato dalla cessione al 21% del valore dei ben 28,6 miliardi di euro di sofferenze lorde.

E' per questo motivo che da Francoforte la Banca Centrale Europea ha dato ieri il suo nulla osta a Mps, considerando che la banca toscana può dirsi ormai stabilizzata. Anche perché nei prossimi mesi ci sarà la fase successiva di consolidamento.

In autunno lo Stato avrà la possibilità di aumentare la sua quota di maggioranza fino al 70% grazie a un preciso meccanismo. Il Ministero del Tesoro ha stanziato infatti altri 1,5 miliardi di euro destinati a comperare una parte di quelle azioni derivate dalla conversione delle obbligazioni, appartenenti a quei proprietari che volessero optare per titoli senior ritenuti più sicuri.

Non è dato sapere quanti dei circa 40.000 risparmiatori titolari del caso ci faranno un pensierino nelle prossime settimane, ma è stato stimato appunto che, se dovessero aderire tutti, la quota massima raggiungibile dallo Stato sarà il 70%. Intanto a fine settembre, filando tutto liscio, il rilancio dovrebbe essere suggellato dal ritorno alla quotazione di Mps in Borsa, tuttora sospesa a partire dal 22 dicembre 2016.



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