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News e Analisi

Obbligazioni subordinate Mps, cosa succede ora

I passaggi da seguire per gli investitori e la via di fuga per i possessori delle "famigerate" UT2

Carmelo Catalano
giovedì 6 luglio 2017 16:00

Come noto il Governo italiano ha ricevuto dalle autorità europeee, Commissione Europea e BCE, ognuna per quanto di competenza, l'autorizzazione ad attuare per Banca Mps la ricapitalizzazione precauzionale, che avverrà dunque nei termini già regolamentati dal DL 237/2016.

La ricapitalizzazione precauzionale è un particolare tipo di aumento di capitale effettuato dallo Stato previsto per le banche, e soggetto a condizioni particolari tra cui il mancato superamento di uno stress test, dalla direttiva sulla risoluzione (BRRD).

L'utilizzo di denaro pubblico fa automaticamente scattare le regole in materia di aiuti di Stato fissati dalla comunicazione sul settore bancario della Commissione europea del 2013.

Questa comunicazione prevede, tra l'altro, la condivisione degli oneri, meglio nota come "burden sharing", vale a dire che qualsiasi intervento che preveda l'utilizzo di denaro pubblico, come avviene nella ricapitalizzazione precauzionale, deve essere limitato al massimo. Ciò si ottiene attraverso la partecipazione degli azionisti e degli obbligazionisti subordinati alla ricapitalizzazione della banca, mediante gli strumenti della riduzione e/o della conversione in azioni.

Si procede alla riduzione in presenza di deficit patrimoniali da colmare (i debiti sono maggiori delle attività), si procede, invece, alla conversione quando il patrimonio netto, tenendo anche conto delle perdite probabili, è positivo, ma inferiore a quello minimo richiesto dalla BCE ai fini della stabilità della banca.

Nel caso di Mps, a differenza del caso delle 4 banche locali risolte nel novembre del 2015 e delle due banche venete, il patrimonio netto è positivo ed è pari a 6 miliardi circa.

E tale resta anche dopo avere scontato le perdite, pari a 3,9 miliardi di euro che emergeranno dalla cartolarizzazione della quasi totalità delle sofferenze. Pertanto la partecipazione agli oneri della ricapitalizzazione da parte di azionisti ed obbligazionisti avverrà, rispettivamente, attraverso una forte diluizione per gli azionisti, attraverso la conversione in azioni per gli obbligazionisti.

Ma come avviene la conversione e cosa succede agli obbligazionisti coinvolti?

In questa sede ci occupiamo solo delle obbligazioni T2 (Tier2), ma il ragionamento vale anche per le T1, sostituendo a 100, tasso di conversione delle T2, il tasso di conversione previsto, invece, per le T1 (15% o 75%).

Mps ha un outstanding (obbligazioni in circolazione) come da tabella che segue, tratta dalla presentazione del piano industriale Mps.



Le T2, quindi, saranno convertite in azioni sulla base del valore nominale, indipendentemente dal prezzo di acquisto (esempio: obbligazione di nominali ? 1.000 pagata 700, cioè acquistata a un corso secco di 70, sarà sempre convertita sulla base di un valore di ? 1.000).

A questo punto per conoscere il numero di azioni che saranno attribuite è sufficiente conoscere il prezzo di emissione delle nuove azioni. Anche in questo caso i criteri per la determinazione del prezzo sono già fissati e contenuti nel DL 237/2016 e, in particolare, nell'allegato al decreto legge. Più precisamente è previsto che il prezzo di emissione delle nuove azioni da attribuire agli ex obbligazionisti sia pari al 50% del valore delle vecchie azioni. A sua volta il valore delle vecchie azioni sarà pari al minore tra la media delle quotazioni degli ultimi trenta giorni (euro 21 circa) e il valore stabilito da un esperto.

Assumendo che il valore di riferimento sia ? 20,00 il prezzo di emissione delle azioni sarà pari a 10,00 per cui si avrà diritto a 100 nuove azioni MPS per ogni 1.000 euro di nominali di obbligazioni subordinate. Il prezzo di emissione per lo Stato sarà pari al 75% del prezzo di conversione applicato agli abbligazionisti e, quindi, nel nostro esempio, pari a ? 7,5.

Pertanto la nuova compagine sociale sarà quella che risulta dalla tabella che segue, nella quale si è anche ipotizzato un possibile, e ottimistico, prezzo di mercato dell'azione, basato sui consueti parametri delle prospettive reddituali e della consistenza patrimoniale.



Quindi gli obbligazionisti che hanno ricevuto le azioni a 10 euro accuserebbero subito una perdita di circa il 40%, oltre ad essere esposti ai rischi tipici dell'investimento azionario. In questo caso la speranza di recuperare la somma investita sarebbe legata alla capacità di Mps di rispettare i target di piano industriale. Che prevedono un utile 2021 di 1 miliardo circa. Se il mercato stimasse, nel corso degli anni precedenti, che effettivamente Mps sarà in grado di centrare questo target, allora la capitalizzazione potrebbe attestarsi sui 10 miliardi e l'azione quotare oltre i 10 euro.

Le prospettive cambiano per quanti hanno comprato le obbligazioni T2 sul mercato pagando un prezzo prossimo, o inferiore, ai 60. In questo caso sarà possibile uscire dall'investimento con perdite limitate, o addirittura in utile, non appena il titolo sarà riammesso alle quotazioni.

LA VIA DI FUGA PER I POSSESSORI DELLE OBBLIGAZIONI UT2

Il decreto legge 237/2016, art. 19, comma 2, prevede una particolare forma di tutela, che vale solo per i possessori delle obbligazioni UT2, obbligazioni che furono emesse da MPS per finanziare parte dell'acquisto di BANCA ANTONVENETA, che furono collocate dalla rete presso i risparmiatori con un taglio di ? 1.000,00 e che sono state quotate, fino alla sospensione intervenuta nello scorso dicembre, sull'internalizzatore sistematico MPS, denominato DDT.

Qual è la procedura?

Al proposito è probabile che esca un decreto ministeriale che dettagli, nello specifico, la procedura da seguire, ma già da ora è possibile ipotizzare quelli che saranno i passaggi. L'avvio della procedura parte da una richiesta del soggetto interessato.

Chi può inoltrare la richiesta?

La richiesta può essere inoltrata solo in presenza delle seguenti condizioni:

1) L'investitore deve essere classificabile al dettaglio in base alla MIFID;

2) L'acquisto delle obbligazioni deve essere stato effettuato tramite Mps o società del gruppo Mps;

3) L'acquisto deve essere intervenuto entro il 31.12.2105.

Una volta verificata la sussistenza delle condizioni di cui sopra, il possessore di obbligazioni Mps deve inoltrare apposita istanza a Banca Mps, con la precisazione che la richiesta può essere inoltrata anche tramite il proprio intermediario se i titoli sono custoditi presso una banca diversa.

Nella richiesta deve lamentare la scorretta commercializzazione delle obbligazioni (misselling) chiedendo il risarcimento del danno e dichiarando la propria disponibilità a transigere la lite potenziale sulla base di quanto previsto dall'art.19, comma 2 del DL 237/3016.

I passaggi successivi prevedono la stipulazione di una transazione, sulla base della quale l'ex obbligazionista rinuncia a far valere ogni altra pretesa relativa alla commercializzazione degli strumenti finanziari convertiti.

A fronte di questa rinuncia, e chiaramente della consegna delle azioni in suo possesso, che saranno acquistate da Mps in nome e per conto dello Stato, riceverà delle obbligazioni senior, emesse da società del gruppo Mps. Queste obbligazioni avranno durata comparabile alla vita residua degli strumenti e prestiti oggetto di conversione (2018) e rendimento in linea con quello delle obbligazioni non subordinate emesse dall'Emittente aventi analoghe caratteristiche rilevato sul mercato secondario nel periodo intercorrente tra la data di pubblicazione del decreto che attua la conversione e quello della stipula della transazione.

Attenzione, però. Il controvalore delle obbligazioni senior non sarà commisurato al valore nominale delle obbligazioni subordinate, bensì al prezzo di acquisto delle stesse. Per cui a fronte di 10.000 euro di obbligazioni subordinate acquistate al corso secco di 80, cioè spendendo 8.000 euro, si avrà diritto a 8.000 euro di obbligazioni senior e non a 10.000,00.

Infine occorre prestare attenzione al fatto che tutta la procedura deve concludersi entro 120 giorni dalla pubblicazione del decreto ministeriale, di prossima emanazione, che attua le misure di condivisione degli oneri, cioè del decreto che dispone la conversione delle obbligazioni in azioni.



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