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News e Analisi

Passera compra Interprovinciale, ora ha la "sua" banca

Spaxs annuncia l'acquisizione del piccolo ma strategico istituto modenese. Nel mirino le Pmi, obiettivo partire nel secondo semestre

Stefano Neri
venerdì 13 aprile 2018 18:02

Corrado Passera ora ha la "sua" banca. Spaxs, il veicolo lanciato con successo dall'ex numero uno di Intesa Sanpaolo, ha acquisito Banca Interprovinciale, con cui verrà realizzata la cosiddetta business combination di cui Passera sarà l'amministratore delegato.

L'accordo è stato sottoscritto ieri e comunicato stamani al mercato. Banca Interprovinciale, che era stata selezionata come target da alcune settimane, scegliendo fra una rosa di 12 potenziali obiettivi poi ridotti a 3, è un istituto bancario basato a Modena, attivo dal 2009 nel segmento delle Pmi con un totale attivo di circa 1 miliardo di euro e un patrimonio netto di circa 60 milioni.

L'intesa raggiunta prevede l'acquisizione di una percentuale pari a circa il 91,4% del capitale sociale di Banca Interprovinciale per un controvalore complessivo di circa 51,2 milioni di euro, corrispondenti a una valorizzazione del 100% di Banca Interprovinciale pari a circa 56 milioni di euro. In particolare, il 72% circa del capitale sociale di Banca Interprovinciale verrà acquistato in contanti ed il 19,4% circa tramite conferimento e consegna di massime 987.128 azioni Spaxs di nuova emissione a un valore di 11 euro per azione. Per quanto riguarda il rimanente 8,6% circa del capitale sociale di Banca Interprovinciale, l'accordo prevede che ulteriori adesioni possano arrivare in un tempo successivo.

L'obiettivo di Passera, che ha promosso la Spac con Andrea Clamer (ex Banca Ifis) attirando una raccolta fra gli investitori di 600 milioni, è rendere operativo il progetto nel secondo semestre, una volta ottenute le necessarie autorizzazioni.

Nel progetto sarebbe stato arruolato anche Francesco Mele, che ha appena lasciato Mps dove era direttore finanziario, per ricoprire la medesima carica nel nuovo soggetto bancario.

In seguito è prevista un'integrazione societaria tra Spaxs e Banca Interprovinciale che verrebbe realizzata successivamente con tempi e modalità da definire, con l'obiettivo di chiedere l'ammissione al segmento Mta di Borsa Italiana.

"Banca Interprovinciale - è il commento di Passera - ha tutte le caratteristiche che stavamo cercando: è solida e sana, ha una struttura leggera e flessibile e ha dimensioni adeguate all'avvio del nostro progetto. Siamo quindi pronti, una volta ottenute le necessarie autorizzazioni, a sottoporre ai nostri azionisti quella che riteniamo rappresenti la migliore opportunità per costruire una banca fortemente innovativa, specializzata nel sostenere le PMI italiane".

Con l'acquisizione di Banca Interprovinciale, Spaxs intende avviare il progetto di una banca focalizzata su tre attività. Il nuovo istituto si rivolgerà al segmento delle Pmi italiane con potenziale di crescita, anche se di rating non elevato o senza rating, cui offrirà servizi di invoice e crossover lending. Imprese che hanno spesso difficoltà di accesso ai mercati finanziari o al credito bancario ma rappresentano un mercato potenziale di diverse centinaia di miliardi di euro di impieghi. Offrirà anche servizi di turnaround, acquistando e gestendo crediti verso imprese già classificati come deteriorati (Unlikely To Pay), ma con prospettive di ritorno in bonis, combinando soluzioni di debito con adeguata attività di advisory.

Inoltre, la banca sarà attiva nell'acquisito e gestione di crediti Npl e si focalizzerà principalmente su portafogli corporate, garantiti e non garantiti.

Infine, l'istituto bancario offrirà una serie di servizi di digital banking alla clientela di famiglie e imprese.

Banca Interprovinciale è un istituto di credito attivo in Emilia Romagna, fondato a Modena nel 2009 per iniziativa dell'attuale presidente, Umberto Palmieri. Al 31 dicembre 2017 Banca Interprovinciale aveva 60 milioni di euro di patrimonio netto, un totale attivo di 1 miliardo di euro, di cui 608 milioni di euro di titoli altamente liquidabili (principalmente titoli governativi italiani) e 326 milioni di euro di crediti netti verso la clientela. Alla stessa data, Banca Interprovinciale contava 529 milioni di euro di raccolta diretta da clientela, di cui 435 milioni di euro in depositi e 94 milioni di euro in obbligazioni e altri titoli di debito, con un rapporto impieghi/raccolta del 62% circa. Sul fronte della qualità degli attivi, la banca ha chiuso l'esercizio 2017 con 18 milioni di euro di crediti dubbi lordi totali, pari ad un NPE ratio lordo del 5,4% (un livello di eccellenza). Al netto delle rettifiche di valore - 53,3% per le sofferenze, 33,4% per le inadempienze probabili - i crediti dubbi netti totali di Banca Interprovinciale rappresentano il 3,1% del totale impieghi.

Per quanto riguarda la patrimonializzazione, il Cet 1 a fine 2017 era del 17,3%. Nell'anno 2017 Banca Interprovinciale ha registrato ricavi per 20 milioni di euro, costi operativi per 10,1 milioni di euro, costo del credito pari a 97bps e ha riportato un utile netto di 3,4 milioni di euro, corrispondente ad un ROE di circa il 6%. Banca Interprovinciale ha una struttura snella: opera attraverso 7 filiali e 62 dipendenti, con un cost income ratio di circa 51%, tra i più bassi nel settore bancario italiano.



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