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News e Analisi

Presidenza Eurogruppo, spunta Padoan

A dicembre se ne va l'olandese Dijsselboem. E nella Pse-Ppe per la sua successione, c'è chi pensa al ministro italiano come alternativa a Moscovici. Contropartita per l'addio di Draghi alla Bce?

Mirko Molteni
giovedì 12 ottobre 2017 15:00

Manca nemmeno un paio di mesi alla nomina, il prossimo 4 dicembre, del nuovo presidente dell'Eurogruppo, il consesso dei ministri delle Finanze dei paesi della zona euro, al posto dell'uscente olandese Jeroem Dijsselboem, il laburista che ha già preannunciato di volersi ritirare a vita privata. Fra i "papabili" alla sua poltrona sta emergendo con insistenza il nome del ministro italiano Pier Carlo Padoan, che stando a quanto riporta La Repubblica, potrebbe mettere d'accordo tutti nel quadro della contesa a livello europeo tra gli afferenti al Pse, il raggruppamento dei partiti socialisti dei paesi europei e quelli al Ppe, i cui esponenti popolari presiedono già vari altri vertici di istituzioni comunitarie.

L'ipotesi di un Padoan alla guida dell'Eurogruppo potrebbe significare una prossima ridesignazione delle "caselle" riservate all'Italia nell'ambito delle alte cariche dell'Unione Europea. Infatti può non essere un caso che emerga proprio mentre ci si chiede chi sarà il successore di Mario Draghi, in scadenza dalla sua carica (non rinnovabile) di presidente della Banca Centrale Europea. La commutazione con un Padoan a successore di Dijsselboem potrebbe presentarsi come una sorta di "consolazione" affibbiata all'Italia in cambio della perdita del vertice della BCE. Già l'Italia vanta altre due poltrone di rilievo. Anzitutto quella di presidente del Parlamento UE con Antonio Tajani, che essendo in carica dal 17 gennaio 2017 resterà in sella fino all'estate 2019, essendo di due anni e mezzo la durata di tale mandate. E poi quella di Commissario agli Esteri, nonché vicepresidente della Commissione UE, che Federica Mogherini ricopre dal 1° novembre 2014 e che scadrà a ottobre 2019.

Dopo il vertice di lunedì dell'Eurogruppo, o Ecofin, tenutosi in Lussemburgo, i ministri socialisti si sarebbero riuniti in un ristorante a discutere su come sbarrare la strada al candidato che pare più gettonato dal Ppe, ossia il francese ex neogollista Bruno Le Maire considerato troppo vicino alle politiche rigoriste care al tedesco Wolfgang Schaeuble. Poiché già molti sono i popolari europei in posizione dominante, come Juncker, Tusk e Tajani, i ministri socialisti vorrebbero opporre alla candidatura di Le Maire un altro francese, ma socialista, quel Pierre Moscovici oggi commissario UE agli Affari economici. Moscovici è appoggiato dall'Italia e ha legami proprio con Padoan, e proprio a Padoan penserebbero come alternativa i ministri socialisti nel caso in cui Moscovici incontrasse eccessivi ostacoli.

I ministri avrebbero esaminato varie opzioni per il nuovo capo dell'Eurogruppo: un ministro in carica, come è stato fino ad oggi; un presidente a tempo pieno, libero da impegni di governo; un presidente commissario europeo il quale, cumulando le cariche, anticiperebbe in pratica quel concetto di superministro Ue auspicato da Bruxelles, Roma e Parigi, in bilanciamento della Germania. E' proprio l'opposizione di tedeschi e olandesi che frenerebbe l'ascesa di Moscovici. E poiché un altro possibile candidato socialista, lo slovacco Kazimir, viene considerato eccessivamente rigorista, l'uomo che potrebbe mettere tutti d'accordo sarebbe Padoan, il cui richiamo alla flessibilità lo accomuna a Moscovici.

E' vero che si parla anche del portoghese Centeno, che avrebbe dalla sua il successo nel far uscire la sua nazione dalla crisi, ma Padoan verrebbe considerato "candidato naturale" come espressione di una maggior richiesta di flessibilità e potrebbe essere favorito, come "riserva" dopo Moscovici, dal fatto che ancora negli ultimi giorni da Berlino, per bocca della stessa Angela Merkel è stata rinnovata la contrarietà all'idea di un "superministro" UE delle Finanze, come risulterebbe da una guida Ecofin affidata a un già operante commissario agli Affari Economici.



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