Informativa

Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

OK X
Skin ADV
Home



News e Analisi

Telecom, al via braccio di ferro sul golden power

Il gruppo avrebbe già inviato al governo un rapporto sul "perimetro" delle strutture strategiche da sottoporre a vigilanza pubblica. E per trattare lascia cadere il ricorso al Tar del Lazio

Mirko Molteni
giovedì 11 gennaio 2018 12:36

Entra nel vivo la partita fra Telecom e il governo italiano sulla questione del golden power, l'istanza di controllo e vigilanza delle autorità sulle strutture strategiche di telecomunicazione a cui ha dato corpo l'esecutivo con due decreti negli scorsi mesi. Tutto, come noto, per ovviare al ruolo preponderante della compagnia francese Vivendi, di fatto al vertice di Tim, essendone azionista di maggioranza relativa con quasi il 24% del pacchetto.

L'applicazione del golden power prevedeva che entro il 16 gennaio Telecom inviasse al governo un rapporto preciso per mappare le proprie strutture strategiche in modo che poi possa essere varato un organo di sicurezza interna al gruppo, afferente al Dipartimento Informazioni per la Sicurezza, o DIS, della Presidenza del Consiglio. Ebbene, da indiscrezioni stampa pare che Telecom abbia già inviato a Palazzo Chigi, forse già a fine dicembre, tale mappatura, individuando il "perimetro" delle attività che possono essere sottoposte al controllo di sicurezza pubblica senza compromettere la normale attività di business.

Il governo starebbe quindi in questi giorni valutando se le indicazioni dell'azienda sono sufficienti, oppure se invece controbattere richiedendo ulteriori approfondimenti. E' quindi prevedibile che fitti contatti fra le due parti siano in corso a livello riservato per "limare" reciproci dettagli. Di certo si sa che la tardiva notifica del documento, nella sua forma definitiva, comporterebbe per il gruppo una sanzione pari all'1% del fatturato, il che significherebbe circa 300 milioni di euro. Per agitare un ramoscello d'ulivo e mostrarsi conciliante, Telecom ha lasciato cadere i termini legali per un eventuale ricorso al Tar del Lazio contro i decreti governativi sul golden power. Ma, per non disarmare completamente, si riserva la carta del ricorso al Presidente della Repubblica, i cui termini sono assai più lunghi e si collocano al 13 febbraio per il primo decreto e al 2 marzo per il secondo.

Il nocciolo della questione ruota attorno al fatto che con il golden power, in base al primo dei due decreti, il governo impone a Tim e alle controllate Sparkle e Telsy di rilasciare la delega delle funzioni su attività rilevanti per la sicurezza nazionale ad un componente del consiglio di amministrazione di ciascuna delle citate società che sia cittadino italiano, sia munito di Nulla Osta di Sicurezza, e sia ritenuto idoneo dal governo (mentre il secondo decreto si concentra sulla rete). La delega dovrà comprendere la responsabilità di un'apposita unità organizzativa (Organizzazione di Sicurezza) preposta alle attività rilevanti.

Tale unità organizzativa, da coinvolgere nei processi di governance e in tutti i processi decisionali su attività strategiche e rete fissa, dovrà essere affidata a un funzionario di sicurezza scelto in una terna di nominativi proposti dal DIS. Ciascuna delle società dovrà poi fornire preventiva informazione in merito ad ogni decisione che possa ridurre o cedere capacità tecnologiche, operative, industriali nelle attività strategiche.

Il governo, comunque, non ha ancora costituito il comitato di monitoraggio che deve valutare il prospetto strategico di Telecom e che dovrà comprendere con rappresentanti dell'esecutivo, del Dipartimento di Sicurezza, dei ministeri degli Interni, della Difesa e dello Sviluppo Economico. Anche Vivendi, in quanto maggior azionista, conserva la facoltà di fare ricorso contro i decreti, ma nel caso della compagnia francese i termini sono assai più serrati, ossia il 15 e 31 gennaio, sebbene i francesi non intendano sfruttare questa possibilità per facilitare una trattativa "dolce" in prima persona fra Telecom e lo Stato.



Testata giornalistica registrata al Tribunale di Monza - Copyright © 2018 Tutti i diritti riservati
AM FACTUAL SRLS C.F. 09708930962
Privacy