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News e Analisi

Telecom evoca Cigs, fumata nera con sindacati

Ugliarolo di Uilcom ribadisce che si è pronti all'agitazione in caso di cassa integrazione unilaterale. Si attende il nuovo capo del personale dell'azienda. Sulla rete, emerge un più preciso numero di dipendenti "arruolati"

Mirko Molteni
martedì 13 marzo 2018 15:40

Oggi, nuova tappa del confronto fra Telecom e i sindacati di categoria a riguardo dei nuovi piani dell'azienda, che prescrivono non solo lo scorporo della rete fissa, ma anche riassetti occupazionali. I numeri del piano esuberi sono noti. Ricordiamo che Tim intende far uscire dall'azienda 6.500 dipendenti volontariamente con prepensionamenti e incentivi. Se ne vogliono riqualificare 3.500 e inoltre se ne vogliono assumere 2000 finanziandone l'ingaggio tramite la solidarietà espansiva che prevederebbe di tagliare di 20 minuti l'orario lavorativo del personale. E' questo uno dei maggiori nodi, sebbene per ora, pur mancando un accordo, non sia saltato il dialogo. Per quanto l'azienda minacci di ricorrere alla cassa integrazione straordinaria (Cigs). La cautela è dettata anche dal fatto che l'incontro di oggi era l'ultimo in cui figurava come capo del personale dell'azienda l'uscente Agostino Nuzzolo, che fra pochi giorni lascerà l'ufficio al suo già designato successore Riccardo Meloni, proveniente dal gruppo Leonardo.

Terminato l'incontro nel primo pomeriggio, abbiamo raggiunto telefonicamente il segretario di Uilcom, Salvo Ugliarolo, che ci ha così tratteggiato il quadro della situazione: "Oggi si può tranquillamente parlare di fumata nera, nel senso che, fra azienda e sindacati, ognuno è rimasto sulle sue posizioni, ma tuttavia senza alcuna rottura. Telecom ha ribadito il suo piano di solidarietà espansiva, a cui le parti sociali sono contrarie poiché non comprende le coperture assicurative per i lavoratori. Ha però fatto un piccolo passo in più evocando il possibile ricorso alla solidarietà difensiva, che tutela maggiormente i lavoratori, ma che non consentirebbe di effettuare le nuove assunzioni previste dal piano. Quello di oggi è stato un confronto preparatorio ad altri incontri nelle prossime settimane, anche perché c'è un clima di attesa nei confronti del nuovo capo del personale Meloni, che si insedierà ufficialmente nei prossimi giorni. Certo, l'azienda ha anche ribadito che in caso di insuccesso potrebbe ricorrere unilateralmente alla cassa integrazione, ma a quel punto ricorreremmo allo stato di agitazione".

Ugliarolo ha inoltre proseguito illustrando anche le prospettive sulla rete scorporata e sui prossimi appuntamenti con Telecom: "Il gruppo ci ha ribadito ancora che la nuova società di rete avrà al 100% capitale Tim, ma resta sempre l'incognita sul futuro. Per quanto tempo sarà così? In aggiunta rispetto ai giorni precedenti, Telecom ha potuto comunque precisarci meglio la proporzione di personale che andrà alla società di rete rispetto a quello che resterà nell'azienda madre. Dai dati divulgatici oggi, alla rete andranno 22.000 dipendenti, mentre alla Telecom principale ne resteranno 27.000. Ora attendiamo il prossimo incontro, che dovrebbe avvenire, probabilmente, entro un paio di settimane, sicuramente assai prima dell'assemblea dei soci Telecom programmata per il 24 aprile e in cui staremo a vedere gli eventuali assestamenti degli equilibri di potere interni fra Vivendi ed Elliott. I prossimi giorni saranno fitti di contatti per cercare punti di convergenza fra noi sindacati e Telecom".

Anche gli altri esponenti sindacali sono compatti nel dichiarare la contrarietà al ricorso unilaterale della cassa integrazione da parte di Tim. Ad esempio Giorgio Serao della segreteria nazionale Fistel Cisl nota: "Sarebbe opportuno non avviare la procedura di cassa integrazione in una fase molto complessa della vita di Tim. Siamo preoccupati che l'assemblea del 24 aprile possa ribaltare l'attuale assetto proprietario e di governance". Quanto a Marco Del Cimmuto, segretario di Slc Cgil, non solo ribadisce la contrarietà alla cassa integrazione unilaterale, ma specifica anche la posizione del suo sindacato contro lo scorporo della rete: "Siamo per il mantenimento dell'unicità dell'azienda".



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