Informativa

Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

OK X
Skin ADV
Home



News e Analisi

Ubi e Banco Bpm in pole per il risiko bancario?

Le due banche sono date come pronte alle prime mosse nel consolidamento del settore. Un ruolo di protagonista lo avrà anche Bper mentre le probabili prede saranno Mps, Carige, Creval

Rosario Murgida
lunedì 19 marzo 2018 10:18

Da mesi ormai il principale argomento delle discussioni quando si parla di banche non è più rappresentato dagli Npl, bensì dal prossimo consolidamento. I nomi degli istituti interessati sono sempre gli stessi e le ricostruzioni della stampa o del mercato non sembrano dare adito a dubbi a chi sarà la preda e chi il predatore. Le banche interessate sono ormai sulla bocca di tutti. Si tratta di realtà che per la loro dimensione si trovano in difficoltà nell'affrontare l'evoluzione di un mercato dove le economie di scala e la ricerca dell'efficienza sono sempre più vitali. Il consolidamento prossimo venturo - si indica sempre l'autunno come periodo ideale per avviare le danze - dovrebbe riguardare banche di media o piccola dimensione come Banco Bpm, Ubi, Mps, Bper, Carige, Creval, Popolare di Sondrio e di Bari. Il dorso economico di Repubblica, Affari & Finanza, si spinge in un articolo di scenario a ipotizzare la possibilità che tra un paio d'anni ne rimangano al massimo due o tre per effetto di fusioni o acquisizioni.

Ovviamente ad avere maggiori probabilità di partecipare con un ruolo attivo al consolidamento sono quelle realtà più solide dal punto di vista patrimoniale e maggiormente preparate a inglobarne altre più piccole o in difficoltà forti dell'esperienza accumulata in un passato anche recente proprio con operazioni di acquisizione o fusione. E' il caso di Ubi e Banco Bpm, che per il quotidiano sono "pronte a colpire" ma la ricostruzione riserva un ruolo da protagonista anche a Bper grazie alla presenza nell'azionariato della banca emiliana della compagnia assicurativa Unipol, a sua volta desiderosa di liberarsi di quella Unipol Banca pesantemente risanata e ripulita nei mesi scorsi proprio per prepararla al nuovo giro di M&A.

E infatti dall'altra parte della barricata figurano proprio banche da poco uscite da operazioni di pesante rafforzamento patrimoniale. Tra tutte spicca ovviamente Mps, già al centro di recenti speculazioni: la banca un giorno o l'altro dovrà subire l'uscita dello Stato, maggior azionista con il 70% del capitale e, in tale ruolo, garante della ristrutturazione davanti alle autorità europee. Ovviamente non sono da trascurare Carige, che aspetta un promesso sposo come indicato dal suo Ad Paolo Fiorentino, e Creval, le ultime ad affidarsi al mercato per rimpolpare il proprio capitale - forti i rumors soprattutto sull'istituto valtellinese. Inoltre ci sono le ultime due popolari rimaste fuori dalla riforma del modello mutualistico, solo perché in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale proprio sulla legge voluta dall'esecutivo Renzi in calendario per domani: Banca Popolare di Bari, in attesa della sentenza per riavviare il processo di trasformazione in Spa, e Banca Popolare di Sondrio.

Non vanno dimenticate le recenti mire palesate dal Credem, con il Dg Gregori lieto di vedere "affinità" proprio con la Popolare di Sondrio.

In uno scenario del genere non va infine trascurato come un oggetto aggregatore non sia italiano ma fortemente radicato in Italia. Il Crédit Agricole è stato uno dei grandi protagonisti nei mesi scorsi con l'acquisizione non solo delle tre casse di risparmio di Rimini, Cesena e San Miniato ma anche di Banca Leonardo e Pioneer e non è escluso che non metta nel mirino altre realtà italiane come dimostrato dall'interesse, poi sfumato per colpa delle incertezze elettorali, a partecipare all'aumento di capitale del Credito Valtellinese.



Testata giornalistica registrata al Tribunale di Monza - Copyright © 2018 Tutti i diritti riservati
AM FACTUAL SRLS C.F. 09708930962
Privacy