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News e Analisi

Unicredit, allo studio nuovi esuberi?

La banca annuncia nuove misure di riorganizzazione del personale. I sindacati vogliono comunque vederci chiaro e aspettano l'apertura del tavolo delle trattative

Rosario Murgida
venerdì 12 gennaio 2018 11:49

Unicredit ha in programma di procedere con una riorganizzazione della sua struttura lavorativa con un piano che andrà a coinvolgere 900 posizioni in tutta Italia. Indiscrezioni di stampa parlano perfino di esuberi in vista ma per ora la situazione è, come si suol dire, fluida.

Al momento, al contrario di quanto emerso sulla stampa, non si tratta di veri e propri esuberi anticipati dalla banca bensì della necessità di eliminare una serie di problemi organizzativi emersi nelle diverse regioni. Alcune aree, soprattutto del Sud Italia, sono infatti caratterizzate da un numero di dipendenti superiore alle esigenze e altre, invece, scontano gravi carenze di personale. Si tratta, quindi, di riallineare la pianta organica secondo una riorganizzazione da concordare con i sindacati.

"Non ci sono nuovi esuberi, ma la necessità di risistemare alcune aree", ha affermato a Finanza Report il segretario generale della Uilca, Massimo Masi, rinviando al tavolo delle trattative eventuali discussioni sulle misure da negoziare. "E' una situazione in divenire", ha aggiunto Masi sottolineando soprattutto la necessità di rispettare l'accordo del 4 febbraio scorso e, in particolare, quanto convenuto sulla salvaguardia dell'attuale perimetro della forza lavoro italiana della banca milanese. "Il numero dei dipendenti deve rimanere invariato: le uscite devono corrispondere alle entrate".

Unicredit potrebbe comunque chiedere l'attivazione del fondo di solidarietà o il ricorso ad altre misure ma al momento, secondo Masi, è prematuro fare supposizioni a causa dell'imminente apertura di un tavolo delle trattative martedì prossimo dove si dovrà anche discutere di ulteriori tematiche come il premio aziendale sui risultati del 2017.

Al di là di tutto, in caso venissero confermati, gli ulteriori esuberi, da gestire sempre tramite il Fondo, si andrebbero ad aggiungere alle 9.100 uscite concordate negli ultimi anni tra pensionamenti, prepensionamenti e programmi di gestione su base volontaria e solo parzialmente compensate da assunzioni di giovani e apprendistati.



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