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News e Analisi

Unicredit, Mustier respinge avances di Deutsche Bank

Dopo le voci sulla ricerca di un nuovo a.d. per la banca tedesca, il numero uno di Unicredit nega un possibile passaggio a Francoforte

Rosario Murgida
venerdì 19 gennaio 2018 11:47

(Aggiornato dopo la chiusura di Borsa) - Jean Pierre Mustier respinge le lusinghe, vere o presunte, di Deutsche Bank. L'amministratore delegato di Unicredit ha infatti chiarito la sua posizione sul possibile interesse dell'istituto di credito tedesco ad affidargli il ruolo di numero uno.

Pochi giorni fa sono circolate in ambienti londinesi, riprese anche da Finanza Report indiscrezioni sull'intenzione di Deutsche Bank di individuare un nuovo amministratore delegato in sostituzione di John Cryan e nella lista dei cercatori di testa ci sarebbe appunto Mustier e non in posizione defilata, bensì in cima alla classifica dei migliori candidati.

Per il manager francese di tratterebbe di sicuro di un'eventualità attraente che conferma evidentemente l'apprezzamento del settore per quanto di buono sia riuscito a fare con la ristrutturazione di Unicredit. Tuttavia, le avance tedesche, non si sa quanto formali o informali, non sembrano aver fatto presa. Mustier ha infatti ribadito il proprio impegno di lungo termine all'interno della banca di Piazza Gae Aulenti respingendo così qualsiasi ipotesi di trasferimento a Francoforte.

Il numero uno di Unicredit ha inoltre escluso ancora una volta ipotesi di integrazione transfrontaliera o di acquisizioni. Già nei mesi scorsi, dopo le indiscrezioni su un presunto interesse per Commerzbank sono arrivate smentite a qualsiasi ipotesi di M&A. Ora Mustier rincara la dose. L'attuale piano strategico, il cui aggiornamento è stato presentato prima di Natale alla comunità finanziaria, si basa sulla crescita organica ed non prevede operazioni straordinarie. Anche perchè, ha spiegato l'a.d., le operazioni integrazioni richiedono più tempo di misure di trasformazione come quelle in fase di attuazione da parte di UniCredit nel quadro di un piano che è stato denominato proprio "Transform 2019" proprio per rimarcare il concetto di trasformazione. Inoltre i benefici del consolidamento e di maggiori economie di scale devono superare gli effetti negativi dei ritardi dovuti alla necessità di integrare altre realtà e quindi il rischio di rimanere indietro rispetto ai concorrenti.

Il titolo in Borsa ha chiuso oggi la seduta in ribasso dello 0,6% a 17,40 euro, contro il -0,3% dell'indice bancario di Piazza Affari e il +0,5% del Ftse Mib.



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