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News e Analisi

Unipol scala Bper e accende il risiko

Il gruppo assicurativo, con il suo blitz a sorpresa, stringe la presa sulla banca modenese per avere voce in capitolo nelle strategie future e portare in dote Unipol Banca al tavolo del consolidamento

Redazione FR
venerdì 22 giugno 2018 18:35

(Aggiornato dopo la chiusura di Borsa) - Unipol stringe la presa su Bper. Ieri il gruppo bolognese ha annunciato, abbastanza a sorpresa, l'intenzione di procedere con un reverse accelerated bookbuilding, un'offerta di acquisto riservata agli investitori istituzionali, per acquisire fino al 5,2% del capitale della banca modenese.

Unipol non è però riuscita a raggiungere il suo obiettivo iniziale perché l'operazione si è chiusa con l'acquisto solo del 3,25% ma non sono tanto i numeri quelli che contano nell'iniziativa del gruppo guidato da Carlo Cimbri quanto la sua logica strategica.

Cimbri non ha mai fatto mistero delle sue intenzioni lanciando spesso chiari segnali verso Modena per esempio sul nuovo piano industriale e sulla questione dello smaltimento delle sofferenze. Del resto Unipol è il primo socio singolo della banca e quindi vuole avere voce in capitolo sulle questioni più importanti.


Ed è probabilmente per rafforzare il suo ruolo che il gruppo bolognese ha deciso di stringere la presa rafforzando la sua posizione nel capitale.

A tal proposito non va trascurato come Unipol, salita dal 9,9% al 13,1% con il blitz di questa mattina, abbia ottenuto dalla Bce l'autorizzazione a salire fino al 19,9%.

Con una quota del genere è naturale pensare che i bolognesi vogliano avere ancor più forza nei confronti del management modenese quando e se si parlerà di risiko bancario.

Da diverso tempo circola l'ipotesi di una cessione di Unipol Banca a Bper in particolare dopo la maxi-pulizia di bilancio condotta sulle attività bancarie del gruppo assicurativo.

Si tratta di uno scenario non peregrino considerando quell'imminente avvio di un risiko bancario che ancora non decolla per il semplice fatto che la maggior parte delle banche italiane è concentrata su piani di de-risking e smaltimento delle sofferenze che da più parti sono considerati come il passo necessario per dare il la a processi di fusione e aggregazione. Processi in cui proprio Bper non vuole giocare un ruolo da preda bensì da predatore.

Dunque ci sono tutti i presupposti per uno scenario che vede il primo azionista di Bper promuovere e agevolare la fusione con la sua Unipol Banca. Del resto da Bologna hanno spiegato che l'operazione annunciata ieri rientra "nella strategia di Unipol, quale investitore istituzionale, finalizzata a contribuire ai piani di sviluppo nel medio-lungo periodo della Banca, con la quale è, peraltro, in essere una partnership industriale pluriennale nel comparto della bancassicurazione danni e vita.

Nel corso dei prossimi sei mesi - anche in coerenza con le autorizzazioni in proposito ottenute - Unipol valuterà l'eventuale ulteriore incremento della propria partecipazione in Bper, in una o più volte e comunque nei limiti della partecipazione massima autorizzata, alla luce di quelli che saranno i piani e le prospettive di sviluppo di Bper e le condizioni generali del mercato".

Unipol ha comunque fornito anche delle rassicurazioni agli altri azionisti: "anche a seguito dell'eventuale acquisto dell'ulteriore partecipazione non intende esercitare su Bper il controllo, anche di fatto, e che non intende proporre l'integrazione o la revoca degli organi amministrativi o di controllo della banca". L'acquisto di un'ulteriore quota "potrà essere effettuato alla luce di quelli che saranno i piani e le prospettive di sviluppo della banca e le condizioni generali del mercato".

Insomma Unipol non vuole scompaginare l'azionariato ma vuole comunque contare sempre di più e a dimostrarlo è anche il sostegno manifestato da Cimbri a un aumento di capitale che acceleri il de-risking e quindi metta Bper nelle condizioni migliori per presentarsi al tavolo delle risiko bancario, partendo ovviamente da quella Unipol Banca completamente risanata negli anni scorsi e quindi abbastanza appetibile per fornire alla banca modenese le munizioni per partecipare da grande predatore al processo di consolidamento.

E il mercato sembra puntare proprio su uno scenario del genere. In chiusura il titolo Bper guadagna infatti il 7,4% a 4,78 euro mentre Unipol è in rialzo dell'1,75%.



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