Informativa

Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

OK X
Skin ADV
Home



News e Mercati

Oggi in Borsa: Carige, Ubi, Telecom, Fca

Nuovi record a Wall Street. L'inflazione cinese più debole del previsto. Corre il petrolio

Redazione FR
mercoledì 10 gennaio 2018 08:15

Continua in Borsa il rally targato 2018, al traino ieri di nuovi record a Wall Street e di alcuni dati macro economici migliori delle attese. Qualche realizzo stamani a Tokyo. Corre il petrolio.

L'agenda macro si è stamani con l'inflazione cinese di dicembre, uscita a +1,8% contro attese del consensus degli analisti per +1,9% annuo. Fra gli altri dati, la produzione industriale francese di novembre (ore 8,45) è attesa a -0,4% mensile; negli Usa i prezzi all'import (ore 14,30) sono previsti a +0,4% mensile, le scorte settimanali di petrolio (ore 16,30) a -3,89 milioni di barili.

A Tokyo intanto il Nikkei ha chiuso oggi in flessione dello 0,26% a 23.788 punti.

Sul mercato dei cambi l'euro/dollaro segna 1,1931 (-0,03%).

Il petrolio vede il Brent a 69,15 dollari al barile (+0,48%) e il Wti a 63,43 dollari (+0,75%).

Wall Street ha chiuso ieri sera su nuovi massimi, con il Dow Jones in rialzo dello 0,41% a 25.385 punti, S&P 500 +0,13% a 2.751 punti, Nasdaq +0,09% a quota 7.163 punti.

Sulla Borsa milanese sono possibili nuovi spunti sul comparto del risparmio gestito, in spolvero nelle ultime sedute in scia alla forte raccolta registrata nel corso del 2017. Ieri a brillare sono state Fineco che ha guadagnato il 4,89% a 9,335 euro (già quasi +10% da inizio anno), Banca Generali (+2,91% a 28,30 euro), Azimut (+1,91% a 16,52 euro) e Mediolanum (+0,84% a 7,19 euro).

Continua inoltre il recupero delle banche (+1% ieri l'indice di settore) ma resta al palo Carige (ieri invariata a 0,008 euro al termine di una seduta di alti e bassi) reduce dall'aumento di capitale da oltre mezzo miliardo andato in porto seppure fra alcune peripezie. A mercato chiuso è arrivata la conferma della "fuga" del fondo inglese Chenavari, che ha venduto parte della sua quota portandosi in pochi giorni, tra fine 2017 e i primi di gennaio, dal 6,772% al 4,943%, secondo quanto emerge dalle comunicazioni della Consob aggiornate al 4 gennaio. Si era pensato tuttavia anche a una vendita più massiccia.

Notizie poco rassicuranti per Ubi Banca e in parte per Bper dall'arbitro Consob (Acf), secondo cui la legge che nel 2015 ha portato alla risoluzione delle quattro banche non è uno scudo totale per le banche acquirenti, Ubi e Bper, che possono essere chiamate quindi a risarcire i clienti di quelle banche che lamentano danni derivanti dai servizi di investimento ricevuti ante risoluzione. Questo il principio che emerge da una serie di decisioni dell'Arbitro per le controversie finanziarie pubblicate ieri. Le decisioni riguardano i ricorsi presentati da ex clienti di Banca Marche, acquistata da Ubi assieme a CariChieti e Banca Etruria, mentre Bper ha rilevato la good bank di Carife. A pagare tuttavia potrebbe essere il Fondo di risoluzione in virtù della manleva prevista dagli accordi.

Secondo indiscrezioni di stampa Telecom Italia è pronta a mettere sul piatto 700 milioni di euro per il piano di ricambio generazionale che potrebbe comportare esuberi potenziali tra i 5 e i 10mila nel triennio 2018-2020 a fronte di migliaia di nuove assunzioni. A fronte di questa cifra sono previsti risparmi per il gruppo guidato da Amos Genish che nell'arco di piano dovrebbero più che ripagare l'esborso iniziale.

Resta sui massimi Fca che ha chiuso ieri in rialzo del 2% a 18,47 euro fra scambi brillanti oltre i 30 milioni di pezzi, indicando che il mercato punta a nuovi scenari per il gruppo guidato da Sergio Marchionne, senza escludere la fusione con Gm di cui si parla da mesi. nuovi massimi storici ieri anche per Exor, la "cassaforte" di casa Agnelli che ha terminato a 58,85 euro.

Ancora occhi puntati sul lusso con Brunello Cucinelli, ieri positiva con i conti preliminari del 2017 e l'outlook positivo sull'anno nuovo. Ieri sera Fedone, società che deteneva una partecipazione del 57% di Brunello Cucinelli, ha avviato la cessione del 6% del capitale della società a 26 euro per azione, per circa 106 milioni, attraverso una procedura di accelerated bookbuilding (collocamento accelerato) riservata a investitori qualificati in Italia e istituzionali all'estero. "Ribadiamo con forza la volontà mia e della mia famiglia di rimanere nel lunghissimo periodo azionista della Società mantenendo la maggioranza assoluta delle azioni", sottolinea Brunello Cucinelli. Il fine di questa operazione sarebbe quello di raccogliere fondi a beneficio dei progetti filantropici messi in cantiere dalla Fondazione.



Testata giornalistica registrata al Tribunale di Monza - Copyright © 2018 Tutti i diritti riservati
AM FACTUAL SRLS C.F. 09708930962
Privacy