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News e Attualità

Alitalia, domani incontro al Mise

Il dossier "atterra" sul tavolo del governo. Ma alla prima riunione non ci sarà il ministro Di Maio

S. N.
martedì 10 luglio 2018 16:18

Il dossier Alitalia "atterra" sul tavolo del governo. Dopo aver dato priorità all'Ilva, sarebbe arrivato il turno della seconda grande azienda italiana in procedura straordinaria. Domani, al Mise, secondo quanto ricostruito dal Messaggero presso fonti bancarie, sarebbe in programma il primo confronto tra i commissari guidati da Luigi Gubitosi e i rappresentanti dell'esecutivo.

Un incontro che arriva dopo che nei giorni scorsi il commissario Gubitosi aveva sollecitato il governo a occuparsi del dossier, suggerendo l'importanza di inquadrare le future strategie in un nuovo piano industriale della durata di 5 anni.

Al tavolo domani, scrive però il quotidiano romano, non dovrebbe esserci Luigi Di Maio, vice premier e ministro del Mise e del Lavoro, bensì il sottosegretario Michele Geraci, anch'egli del Movimento 5 stelle, il sottosegretario alle Infrastrutture e trasporti Armando Siri (Lega) e il capo di gabinetto dello Sviluppo Vito Cozzoli.

All'incontro su Alitalia Gubitosi, affiancato dagli altri due commissari Enrico Laghi e Stefano Paleari, si presenta con un documento predisposto da Rothschild, advisor dei commissari nella vendita, in cui si ricostruisce il percorso dal 2 maggio 2017 con l'ammissione di Alitalia Sai e di Alitalia CityLiner alla procedura di amministrazione straordinaria fino al 21 giugno quando e' stato convertito in legge il decreto.

Dovrebbe trattarsi di una prima presa di contatto fra le parti e la probabile assenza di Di Maio farà sì che non ci siano indicazione strategiche sulla rotta da intraprendere.

Tuttavia, stando alle ultime indiscrezioni, l'orientamento del governo giallo-verde sarebbe quello di cedere la compagnia a un consorzio a maggioranza pubblica, affinacato da un partner industraile. Del consorzio potrebbero far parte Cdp, Fs e anche Invitalia che, nelle ultime fasi del salvataggio in bonis (aprile 2017) da parte delle banche, avrebbe dovuto garantire la conversione dei crediti bancari in capitale.



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