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News e Attualità

Ronaldo alla Juve, prime agitazioni sindacali in Fca

L'ingaggio dell'attaccante portoghese inizia a creare malumori tra gli operai del gruppo automobilistico. L'Usb proclama un giorno di sciopero a Melfi

Rosario Murgida
mercoledì 11 luglio 2018 14:36

Con le indiscrezioni sull'arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juve erano iniziati a trapelare i primi malumori tra i gli operai del gruppo Fca. Nulla di particolare se non voci isolate di metalmeccanici indispettiti anche per la situazione di difficoltà di alcuni stabilimenti automobilistici italiani tra cassa integrazione e contratti di solidarietà.

Ora, però, con l'ufficialità dell'ingaggio dell'attaccante portoghese (112 milioni per l'acquisto più uno stipendio di 30 milioni l'anno per 4 anni) i sindacati iniziano ad affilare le armi.

L'Unione Sindacale di Base, l'organizzazione che non fa parte dei sindacati firmatari del contratto collettivo e non ha comunque un grandissimo numero di iscritti tra gli operai Fca, ha infatti deciso di proclamare una giornata piena di scioperi a Melfi, nello stabilimento di produzione della Jeep Renegade e della Fiat 500X, per contestare l'arrivo di Ronaldo alla Juve dal Real Madrid e ancor di più il sostegno della famiglia Agnelli, proprietaria del club e del gruppo automobilistico, a un'operazione dai costi plurimilionari.

"È inaccettabile - scrive l'Usb - che mentre ai lavoratori di Fca e Cnh l'azienda continui a chiedere da anni enormi sacrifici a livello economico la stessa decida di spendere centinaia di milioni di euro per l'acquisto di un calciatore. Ci viene detto che il momento è difficile, che bisogna ricorrere agli ammortizzatori sociali in attesa del lancio di nuovi modelli che non arrivano mai. E mentre gli operai e le loro famiglie stringono sempre più la cinghia la proprietà decide di investire su un'unica risorsa umana tantissimi soldi! È giusto tutto questo? E' normale che una sola persona guadagni milioni e migliaia di famiglie non arrivino alla metà del mese?"

"Siamo tutti dipendenti dello stesso padrone ma mai come in questo momento di enorme difficoltà sociale questa disparità di trattamento non può e non deve essere accettata", sottolinea l'Unione. "Gli operai Fiat hanno fatto la fortuna della proprietà per almeno tre generazioni, arricchiscono chiunque si muova intorno a questa società, e in cambio hanno ricevuto sempre e soltanto una vita di miseria. La proprietà dovrebbe investire in modelli auto che garantiscano il futuro di migliaia di persone piuttosto che arricchirne una soltanto, questo dovrebbe essere il fine di chi mette al primo posto gli interessi dei propri dipendenti, se ciò non avviene è perché si preferisce il mondo del gioco, del divertimento a tutto il resto".

Pertanto l'Unione Sindacale di Base di stabilimento ha deciso di proclamare uno sciopero alla Fca di Melfi dalle 22,00 di domenica 15 luglio fino alle 6,00 di martedì 17 luglio.



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